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Reggio Emilia, arrestati mentre rubano nei garages  

Reggio Emilia, arrestati mentre rubano nei garages  

Ospizio: de giovani sorpresi con la refurtiva grazie all’allarme di un residente. Uno resta in carcere: era già stato arrestato venerdì 

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REGGIO EMILIA. Si sono introdotti all’interno dei garage situati dietro alla pizzeria Piedigrotta 2 di via Emilia Ospizio, a due passi dal centro città, per portarsi via biciclette e quanto capitava loro sottomano. Un colpo che pensavano fosse ben congegnato, messo a segno con la città semideserta nella notte tra Pasqua e Pasquetta, opera di due giovani di origine marocchina che hanno rubato due biciclette, vestiti, caschi e altri oggetti che si trovavano dentro ai box del caseggiato. Un colpo però avvenuto sotto gli occhi di un residente, che dopo aver sentito dei rumori, si è accorto del furto in corso. Subito ha chiamato il 113, facendo scattare l’allerta. La centrale operativa ha inviato sul posto le pattuglie disponibili della Squadra Volanti. Gli agenti non ci hanno messo molto a individuare i due responsabili del furto, trovati sul luogo indicato con la refurtiva e quindi in flagranza di reato.
Gli agenti hanno fatto scattare quindi le manette ai polsi di Said Sellouk, 27 anni, senza fissa dimora e con permesso di soggiorno in attesa di rinnovo. Con lui è stato arrestato il più giovane Zakaria Rabbah, 20 anni, anche lui marocchino senza fissa dimora.
Dopo una notte in camera di sicurezza, i due sono comparsi ieri mattina davanti al giudice Alessandra Cardarelli per la convalida dell’arresto. A difendere d’ufficio i due giovani è l’avvocato Helmut Bartolini. Al termine dell’udienza il giudice ha confermato per Sellouk l’arresto in carcere anche perché era stato già arrestato venerdì scorso sempre per la stessa ragione. Il pericolo che potesse ripetere il reato è stato preso in considerazione dal giudice, che ha valutato la posizione dell’imputato. Il giovane ha perso il lavoro ed è in attesa di rinnovo del permesso. Rabbah, invece, è incensurato e per lui è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Anche in questo caso l’arresto è stato possibile grazie alla collaborazione tra residenti e forze dell’ordine, queste ultime in grado di intervenire in tempo per evitare la fuga dei ladri. Un principio sancito a fine febbraio in prefettura davanti al capo della polizia italiana Franco Gabrielli, in occasione della firma con il sindaco Vecchi del primo protocollo per il controllo di comunità che istituzionalizza i gruppi di privati cittadini che intendono avere una parte attiva nella sicurezza partecipata. Argomento caldo e in divenire, che pone il problema di come regolamentare i gruppi che, finora, si sono costituiti spontaneamente tramite WhatsApp.
Il ministero era già corso ai ripari, stilando, a novembre, un documento-tipo destinato alle amministrazioni, visto che il percorso prevede obbligatoriamente la stipula di convenzioni tra i gruppi territoriali e il singolo Comune. La bozza ministeriale prevedeva una serie di “paletti” per far sì che i gruppi non si trasformassero in ronde e in giustizia fai-da-te. A Reggio si stanno così costituendo i “gruppi di vicinato”. (e.l.t.)

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