Sassi: «Puntare sulle micro-aree»
L’assessore al Welfare sottolinea la necessità di «maggiori risorse e chiarezza»
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REGGIO EMILIA. «Questa vicenda è terribile e non ci consola il fatto che pare sia stata accidentale. C’è il pieno cordoglio dell’amministrazione comunale, siamo vicini alla comunità di Roncocesi». È un commento di solidarietà e affetto quello del vicesindaco e assessore al Welfare, Matteo Sassi, sulla tragica morte della 71enne Giovanna Truzzi.
Una morte che, però deve sottrarsi da ogni speculazione politica. «Attorno al tema dei nomadi – spiega Sassi – il dibattito è sempre stato strumentalizzato da parte di certi schieramenti politici. Noi invece, come Comune, dobbiamo andare avanti come stiamo facendo da sempre, puntando sull’inclusione di queste comunità nel tessuto sociale reggiano, sulle nuove generazioni, sulla scolarizzazione e sul lavoro. Il campo di via Ancini, inoltre, è uno dei più integrati fra i tre a gestione comunale in città».
La comunità di sinti reggiani è la più estesa in regione e conta 76 insediamenti per un totale di 1295 persone. La maggioranza di queste, circa 800, abitano in città. «Trecento dei nomadi reggiani – continua Sassi – vivono nei tre macrocampi, circa cento ognuno. Gli altri, 500, sono divisi in diverse “microaree di fatto” su terreni privati o pubblici. L’obiettivo è quello di puntare proprio su questa seconda soluzione, favorendo assembramenti di piccole unità e già nelle prossime settimane l’amministrazione comincerà a muoversi per organizzare meglio queste unità abitative».
Proprio per creare queste micro aree, la Regione Emilia-Romagna a febbraio di quest’anno aveva finanziato sette progetti con oltre un milione di euro. Ma Reggio Emilia, nonostante ospiti la più vasta comunità sinti, non è stata inclusa nel progetto.
«Si è trattato a mio parere – prosegue l’assessore – di una decisione presa per miopia. La nostra strategia era quella di consolidare le micro areee già esistenti dove abitano la maggioranza dei sinti reggiani. Anche i fondi, un milione in cinque anni, sono pochi. Servono più risorse e serve chiarezza: superare i campi è una buona politica, l’Europa ce lo dice da qualche decennio, ma non sarà possibile farlo nel volgere di poco tempo. Ci vuole una politica lungimirante».
Una cosa che si può fare subito, però, è ammodernare le roulotte: «Quella bruciata era vecchissima, dobbiamo rinnovarle sia con risorse pubbliche che private fornite degli stessi sinti». (l.g.)
Una morte che, però deve sottrarsi da ogni speculazione politica. «Attorno al tema dei nomadi – spiega Sassi – il dibattito è sempre stato strumentalizzato da parte di certi schieramenti politici. Noi invece, come Comune, dobbiamo andare avanti come stiamo facendo da sempre, puntando sull’inclusione di queste comunità nel tessuto sociale reggiano, sulle nuove generazioni, sulla scolarizzazione e sul lavoro. Il campo di via Ancini, inoltre, è uno dei più integrati fra i tre a gestione comunale in città».
La comunità di sinti reggiani è la più estesa in regione e conta 76 insediamenti per un totale di 1295 persone. La maggioranza di queste, circa 800, abitano in città. «Trecento dei nomadi reggiani – continua Sassi – vivono nei tre macrocampi, circa cento ognuno. Gli altri, 500, sono divisi in diverse “microaree di fatto” su terreni privati o pubblici. L’obiettivo è quello di puntare proprio su questa seconda soluzione, favorendo assembramenti di piccole unità e già nelle prossime settimane l’amministrazione comincerà a muoversi per organizzare meglio queste unità abitative».
Proprio per creare queste micro aree, la Regione Emilia-Romagna a febbraio di quest’anno aveva finanziato sette progetti con oltre un milione di euro. Ma Reggio Emilia, nonostante ospiti la più vasta comunità sinti, non è stata inclusa nel progetto.
«Si è trattato a mio parere – prosegue l’assessore – di una decisione presa per miopia. La nostra strategia era quella di consolidare le micro areee già esistenti dove abitano la maggioranza dei sinti reggiani. Anche i fondi, un milione in cinque anni, sono pochi. Servono più risorse e serve chiarezza: superare i campi è una buona politica, l’Europa ce lo dice da qualche decennio, ma non sarà possibile farlo nel volgere di poco tempo. Ci vuole una politica lungimirante».
Una cosa che si può fare subito, però, è ammodernare le roulotte: «Quella bruciata era vecchissima, dobbiamo rinnovarle sia con risorse pubbliche che private fornite degli stessi sinti». (l.g.)
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