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Scusìn, la tradizione del gioco delle uova fa il pieno di pubblico 

Scusìn, la tradizione del gioco delle uova fa il pieno di pubblico 

Castelnovo, montanari e turisti si sono sfidati al “coccetto” Nella valle del Tassobbio i falò per “bruciare la Quaresima”

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CASTELNOVO MONTI . Tre giorni di uova sode colorate, agnello e falò. Nonostante un clima intermittente – con momenti di sole mischiati a vento e temporali improvvisi – il fine settimana pasquale si è confermato uno dei picchi turistici primaverili per l’Appennino reggiano.
Come da tradizione, migliaia di persone sono risalite verso la montagna dividendosi fra feste, borghi e ristoranti, con tanti montanari di ritorno (persone nate in zona e ora trasferite altrove per motivi professionali e famigliari) uniti a turisti, che hanno approfittato del ponte per una gita fuori porta meno impegnativa dal punto di vista chilometrico.
Il grande re della Pasqua montana si chiama e continuerà a chiamarsi scusìn, il “coccetto”, il gioco con le uova sode colorate che permette a decine di contendenti di sfidarsi. Le regole sono semplici. Le uova vengono fatte bollire assieme ai coloranti naturali e assegnate ai vari giocatori sino a chiudere un anello. Il primo della fila inizia, picchiando la punta del suo ovetto contro quella del vicino: chi vince, si intasca l’uovo spaccato, e continua fino a che trova un ovetto più duro, in grado di infrangere il suo. A quel punto, lascerà l’uovo “sconfitto” e si terrà quelli conquistati in precedenza. Il gioco prosegue sino a completare l’anello. Un’usanza antica, che teneva insieme gli abitanti di ogni borgata o meglio di ogni parrocchia. La sede naturale dello scusìn è lo spiazzo davanti alle chiese, dove si celebra la messa pasquale, anche se oggi si scelgono anche altri luoghi pubblici.
In questi giorni in ogni paese della montagna sono stati organizzati dei giri di scusìn e il cuore era a Castelnovo Monti, con migliaia di uova cotte per la tradizionale festa nel centro storico. Un evento amatissimo, che scollina ormai sopra i trent’anni consecutivi, dedicato alla memoria della barista Anna Gilioli Corbelli, scomparsa nel 2006 e per decenni organizzatrice e custode della tradizione. Anche nel 2017 Castelnovo ha ospitato centinaia di visitatori e nel lunedì di Pasquetta al gioco si sono uniti il mercato ambulante e i concerti itineranti fra strade e piazze, con ospite d’onore Eusebio Martinelli e la sua orchestra “zingara”.
Altrove lo scusìn è di competenza delle associazioni di volontariato. A Carpineti la Croce Rossa ha allestito direttamente le uova domenicali, mentre ieri pomeriggio le gare si sono trasferite al castello delle Carpinete, aperto ai turisti, e anche in questo caso il ricavato verrà destinato alla Cri. Ha invece dovuto pagare il conto al maltempo un’altra bella iniziativa organizzata sabato nei vari paesi affacciati sulla valle del torrente Tassobbio, una riproposizione dei falò di fieno che un tempo servivano per “bruciare la Quaresima” e festeggiare quindi la fine del periodo del digiuno e dei sacrifici. Il programma pensato dal coordinamento della Valle del Tassobbio prevedeva sei falò in contemporanea alle 20, uniti a cene e rinfreschi, ma la pioggia e il vento hanno bloccato alcuni fuochi mentre altri, a Migliara e Leguigno di Casina, sono stati accesi ugualmente, ma con tutti i limiti del caso. (adr.ar.)
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