IL COLLEGA DELLA DITTA mendicino
«Aveva telefonato a mezzanotte Scooter comprato di recente»
CORREGGIO. «Sono andato a cercare Maurizio, su consiglio del titolare. A Fosdondo mi sono imbattuto in quello spiegamento di carabinieri e ambulanze. Mi sono avvicinato a piedi perché ero incolonnato...
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CORREGGIO. «Sono andato a cercare Maurizio, su consiglio del titolare. A Fosdondo mi sono imbattuto in quello spiegamento di carabinieri e ambulanze. Mi sono avvicinato a piedi perché ero incolonnato e ho riconosciuto la moto». Roberto Colosimo, 34 anni, responsabile dell’Autotrasporti Antonio Mendicino di via Bovio 8 a Mancasale, l’azienda per la quale lavorava la vittima, poco dopo, su richiesta delle forze dell’ordine, ha anche eseguito il triste rito del riconoscimento, identificando il cadavere di Maurizio Orefice. Il camionista di origini napoletane lavorava per la ditta reggiana dallo scorso 6 marzo, quindi da un mese e mezzo. Dopo aver lavorato nell’azienda reggiana già nei mesi scorsi, da novembre a gennaio, per un breve periodo aveva trovato un impiego più vicino a casa, per poi tornare alle dipendenze della ditta di Mancasale. Nella notte Maurizio Orefice avrebbe dovuto partire assieme a un collega con un camion frigo. «Dovevano incontrarsi all’1.30 al centro logistico di via Ragazzi del ’99 per svuotare la merce alimentare all’Eurospin e partire per Verona per altri carichi – spiega Roberto Colosimo –. Per questi viaggi lunghi la legge impone due autisti. Maurizio aveva telefonato al collega a mezzanotte e mezza, dicendo che stava per partire in moto e che avrebbe fatto la strada per Fosdondo». Non è chiaro perché, da Carpi, il camionista abbia scelto la strada bassa, meno trafficata ma non più breve. «Non saprei. Lui ha detto al telefono “forse faccio prima” – prosegue Roberto Colosimo – ma poi non ha più risposto alle telefonate. Non poteva». Il cellulare ha continuato a suonare a vuoto, nonostante le numerose chiamate, prima del collega camionista, poi del titolare. «Lo abbiamo trovato strano: Maurizio rispondeva subito ed era preciso sul lavoro, quando prendeva un impegno lo rispettava – sottolinea il responsabile – però non ne abbiamo saputo più nulla fino al mattino, quando la moglie preoccupata, amica della consorte del titolare, ha chiamato in ansia». A quel punto, su richiesta del titolare dell’azienda, il responsabile dell’ufficio ha preso l’auto e ha percorso la strada Bagnolo-Fosdondo, scoprendo la tragedia. «Il cellulare era custodito in un marsupio: non era danneggiato, perciò continuava a suonare».
Ieri, al telefono, il responsabile ha avvisato Verona che sarebbero arrivati solo due dei tre Tir previsti. «È incredibile. Tra l’altro, la moto l’aveva comprata da poco. La parcheggiava qui nel cortile, e noi gli dicevamo: da Carpi sei più comodo in auto, chi te lo fa fare? Ma era un appassionato di due ruote. Maurizio era una persona seria, sempre allegra e pronta allo scherzo. Era contento di lavorare qui. Ci mancherà». (am.p.)
Ieri, al telefono, il responsabile ha avvisato Verona che sarebbero arrivati solo due dei tre Tir previsti. «È incredibile. Tra l’altro, la moto l’aveva comprata da poco. La parcheggiava qui nel cortile, e noi gli dicevamo: da Carpi sei più comodo in auto, chi te lo fa fare? Ma era un appassionato di due ruote. Maurizio era una persona seria, sempre allegra e pronta allo scherzo. Era contento di lavorare qui. Ci mancherà». (am.p.)
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