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il testimone 

«Ho visto un guanto e il casco Lui galleggiava nel fossato»

«Ho visto un guanto e il casco Lui galleggiava nel fossato»

CORREGGIO. «Stavo uscendo di casa in bicicletta intorno alle 7.15 per andare al lavoro quando, improvvisamente, ho notato qualcosa di strano nel fossato di fronte». È ancora sconvolto Leandro...

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CORREGGIO. «Stavo uscendo di casa in bicicletta intorno alle 7.15 per andare al lavoro quando, improvvisamente, ho notato qualcosa di strano nel fossato di fronte». È ancora sconvolto Leandro Bellelli, 33 anni, impiegato all’Azeta di Correggio, residente in via Fosdondo 96, di fronte al punto in cui si è schiantato Maurizio Orefice.
Bellelli ha notato un frammento del casco, un guanto e lo scooter incastrato tra il blocco di cemento e l’acqua del fossato. Subito ha pensato ad una tragedia. «Mi sono avvicinato e ho visto una sagoma in tuta nera – continua Leandro –. Ho visto un uomo che galleggiava, a pancia in su. Ho girato subito la bici e sono corso ad avvisare mio padre. Poi abbiamo chiamato i carabinieri». Il padre di Leandro, Astro Bellelli, per 30 anni infermiere al Ramazzini di Carpi, ha capito immediatamente che non c’era più nulla da fare. «Quando mi sono avvicinato il corpo era senza vita – dice Astro Bellelli –. Dev’essere volato contro il ponte di cemento nel fossato». (s.a.)

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