I ladri rubano 250 pannelli solari
Luzzara: un colpo da 50mila euro, su commissione, all’azienda agricola Bosi
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LUZZARA. È stato un furto su commissione, quello perpetrato da una banda specializzata ai danni dell’azienda agricola di Rinaldo Bosi, che ha la sede legale in via Valbrina 2 a Luzzara e la casa rurale con annesso magazzino, situata in via Tantine 2, a Suzzara, a pochi centinaia di metri dal confine con il reggiano.
Nella notte tra il venerdì santo e la vigilia di Pasqua, i ladri hanno staccato dal tetto del magazzino, tagliando i fili elettrici di collegamento, 250 dei 280 pannelli solari per un valore complessivo di 50mila euro, coperto da assicurazione. Il titolare dell'azienda agricola aveva installato i pannelli nel 2012 per la produzione di energia elettrica a soli fini economici.
Il furto è stato scoperto dalla moglie di Rinaldo Bosi solo a Pasqua. È stata lei a sporgere denuncia di furto aggravato alla stazione dei carabinieri di Suzzara. L’espandersi del mercato dei pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica ha visto emergere anche il fastidioso fenomeno dei furti di pannelli, dovuti al valore economico della loro componente tecnologica. I furti avvengono soprattutto nelle aziende, dove il fotovoltaico ha un ruolo particolarmente strategico per coprire l’esigenza di generazione di energia.
La casa in via Tantine è disabitata. Sul retro, diviso da un sentiero sterrato, c'è un magazzino che un tempo veniva utilizzato come stalla. La banda, composta almeno da 6-7 persone, ha lavorato nel corso della notte asportando dal tetto 250 pannelli solari. Alcuni di questi sono stati appoggiati al muro, altri sono stati abbandonati sul prato. I malviventi sono stati disturbati o forse avevano già riempito il camion. Sull’erba sono rimasti i segni degli pneumatici lasciati dal mezzo. Nessuno, in via Tantine, anche se a distanza di qualche centinaia di metri ci sono case abitate, ha notato nulla.
I pannelli solari hanno un codice e non possono essere utilizzati in Italia. Per questo gli inquirenti ipotizzano che si sia trattato di un furto su commissione e che la banda si sia servita di un basista. Furti analoghi erano avvenuti il 5 maggio 2016 dove, in un’azienda di Gonzaga, vennero rubati pannelli solari per un valore di 200mila euro; il 2 agosto 2016 i ladri smontarono 300 pannelli in un campo di San Giacomo delle Segnate, bottino 50mila euro. In quell’occasione i malviventi portano via anche i cavi di rame. Altro furto il 27 dicembre 2016 a Villimpenta, bottino 40mila euro. (m.p.)
Nella notte tra il venerdì santo e la vigilia di Pasqua, i ladri hanno staccato dal tetto del magazzino, tagliando i fili elettrici di collegamento, 250 dei 280 pannelli solari per un valore complessivo di 50mila euro, coperto da assicurazione. Il titolare dell'azienda agricola aveva installato i pannelli nel 2012 per la produzione di energia elettrica a soli fini economici.
Il furto è stato scoperto dalla moglie di Rinaldo Bosi solo a Pasqua. È stata lei a sporgere denuncia di furto aggravato alla stazione dei carabinieri di Suzzara. L’espandersi del mercato dei pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica ha visto emergere anche il fastidioso fenomeno dei furti di pannelli, dovuti al valore economico della loro componente tecnologica. I furti avvengono soprattutto nelle aziende, dove il fotovoltaico ha un ruolo particolarmente strategico per coprire l’esigenza di generazione di energia.
La casa in via Tantine è disabitata. Sul retro, diviso da un sentiero sterrato, c'è un magazzino che un tempo veniva utilizzato come stalla. La banda, composta almeno da 6-7 persone, ha lavorato nel corso della notte asportando dal tetto 250 pannelli solari. Alcuni di questi sono stati appoggiati al muro, altri sono stati abbandonati sul prato. I malviventi sono stati disturbati o forse avevano già riempito il camion. Sull’erba sono rimasti i segni degli pneumatici lasciati dal mezzo. Nessuno, in via Tantine, anche se a distanza di qualche centinaia di metri ci sono case abitate, ha notato nulla.
I pannelli solari hanno un codice e non possono essere utilizzati in Italia. Per questo gli inquirenti ipotizzano che si sia trattato di un furto su commissione e che la banda si sia servita di un basista. Furti analoghi erano avvenuti il 5 maggio 2016 dove, in un’azienda di Gonzaga, vennero rubati pannelli solari per un valore di 200mila euro; il 2 agosto 2016 i ladri smontarono 300 pannelli in un campo di San Giacomo delle Segnate, bottino 50mila euro. In quell’occasione i malviventi portano via anche i cavi di rame. Altro furto il 27 dicembre 2016 a Villimpenta, bottino 40mila euro. (m.p.)
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