Gazzetta di Reggio

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Atc montagna, Silvetti lascia dopo otto anni 

di Luca Tondelli
Atc montagna, Silvetti lascia dopo otto anni 

Castelnovo Monti: il presidente respinge le critiche di alcuni agricoltori e rilancia l’allarme sul lupo

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CASTELNOVO MONTI. Le critiche delle associazioni agricole sulla gestione venatoria dell’Atc 4 montagna annunciavano un’assemblea di bilancio molto calda. Ma pochi si aspettavano che martedì sera al Parco Tegge il presidente Ferruccio Silvetti si sarebbe dimesso dal suo ruolo.
Silvetti ha annunciato la sua intenzione in apertura dell’incontro. Il presidente respinge le critiche arrivate da parte del mondo agricolo e la sua decisione pare sia legata soltanto a una fisiologica stanchezza dopo un lungo mandato.
«Sono passati 8 anni da quando qui al Parco Tegge ho presentato il mio primo bilancio di previsione per l’anno 2010. Otto anni che sembrano volati via. Anni in cui abbiamo cercato di migliorare nella gestione del nostro Atc. Per quanto riguarda la gestione degli ungulati e i danni all’agricoltura, è noto che il territorio appenninico vede una presenza massiccia di ungulati. Atc preleva un buon numero di cinghiali, e inoltre assieme alle aziende faunistiche della montagna, preleva la maggior parte dei cervi dell'Acater Occidentale, quindi più di Modena, Parma, Lucca e l'Atc collina messe assieme. Per questo non può essere certo incolpata di non fare il proprio dovere. Anzi come ogni anno abbiamo discusso per ottenere piani di prelievo più alti e siamo stati propositivi su altre questioni, come la valorizzazione della caccia anche come motore e incentivo economico per il territorio. L'Atc montagna è stata anche famosa in Italia per la sua presenza di caprioli. Ora però, si apre invece uno scenario totalmente nuovo. La caccia al capriolo si è ridotta ai minimi termini, con circa 500 esemplari che saranno richiesti quest'anno, perché la popolazione non aumenta, anzi con la caccia tende a diminuire».
Silvetti ha poi proseguito il suo intervento parlando della crisi demografica del capriolo legata all’aumento dei lupi. «Siamo stati i primi a segnalare alle autorità competenti, prefettura in primis, e alla cittadinanza l’aumento degli avvistamenti di lupi e dei problemi di convivenza, organizzando, partecipando e presentando le nostre ricerche in diversi convegni di settore».
Sulle critiche ricevute da Cia e Confagricoltura Silvetti ha minimizzato. «Non so fino a che punto la loro posizione rappresenti le aziende agricole di montagna loro associate, che in alcuni casi hanno espresso il dissenso nei confronti di quanto hanno dichiarato; inoltre hanno dimostrato la loro scarsa conoscenza della normativa che ne regola la gestione.
Siamo stati criticati per i troppi cervi, cinghiali e caprioli addossando tutta la colpa sul presidente dell’Atc.
Tutti sanno che i piani di abbattimento degli ungulati sono decisi e approvati dalla Regione, dopo parere dell’Ispra. Siamo stati criticati per la collaborazione del nostro Atc con la Coldiretti per la proposta della sistemazione delle strade interpoderali e vicinali come unica proposta fatta per l’agricoltura. Preciso che in questo progetto così criticato ha messo la faccia anche l’Unione dei comuni.
Questo protocollo di lavoro non si è dimostrato un flop, ma è stato brutalmente bloccato a causa del commissariamento della Bonifica Emilia Centrale». Concludendo sui danni alle attività agricole Silvetti ha affermato: «Negli ultimi 10 anni il nostro Atc ha pagato 716 mila euro di danni ha speso 172 mila euro per la prevenzione e altri 186 mila euro per ripristini e miglioramenti per un totale di un milione e settantacinquemila euro.
In questi anni abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano che la fauna può essere una risorsa, così come lo possono essere tutte le risorse naturali del nostro territorio.
La caccia, assieme ad altre attività analoghe come pesca, raccolta dei funghi, dei mirtilli, potrebbe fungere da volano economico, non solo per il turismo, ma anche per le aziende agricole e tutte le attività imprenditoriali locali.
Abbiamo quindi speranza per continuare a vivere in montagna, anche grazie a quanto ha stimolato, proposto e concretizzato la nostra Atc»..

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