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Bosch, referendum sul contratto aziendale 

Bosch, referendum sul contratto aziendale 

Vezzano, operai chiamati a ratificare l’accordo. I sindacati: «Anziché 138 esuberi, 75 stabilizzazioni»

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VEZZANO SUL CROSTOLO. Dopo mesi di tensione scoppia la pace tra i sindacati e la Bosch Rexroth Oil Control. Una pace sancita dall’accordo raggiunto venerdì 14 aprile per il rinnovo del contratto aziendale. Un’intesa che riguarda i circa 1.300 dipendenti negli stabilimenti di Nonantola, Pavullo nel Frignano e Vezzano sul Crostolo. Lavoratori che ora saranno chiamati alla ratifica con un referendum che sarà convocato dopo le assemblea in programma il 26, 27 e 28 aprile nelle sedi.
«Si tratta del primo accordo di gruppo che unifica in modo quasi definitivo i trattamenti normativi e salariali dei lavoratori dei tre diversi stabilimenti – sottolineano il coordinamento delle Rsu Bosch Rexroth, la Fiom Cgil, la Fim Cisl e la Uilm Uil –. L’intesa definisce un percorso di stabilizzazione dei lavoratori somministratori a tempo determinato e, a partire da maggio 2017, la rinuncia da parte dell’azienda all’utilizzo di lavoratori in staff leasing, stabilizzando quelli già presenti a tempo indeterminato».
Un accordo, quindi, che trasformerà circa 75 lavoratori precari in assunzioni a tempo indeterminato in Bosch. «Grazie alla mobilitazione e alla perseveranza dei lavoratori – continuano i sindacalisti – è stato possibile conquistare un accordo che garantisce all’azienda un maggior utilizzo degli impianti e allo stesso tempo una notevole riduzione dell’orario di lavoro e il miglioramento delle condizioni salariali e normative, nonché un percorso di stabilizzazione che ha portato dai 138 esuberi dell’8 febbraio a 75 assunzioni nel biennio 2017-18».
Numeri importanti a cui si aggiungono, sempre secondo i sindacati, altri risultati: come una serie di accordi per limitare il Jobs Act nei casi di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo; il mantenimento del pagamento al 100% dei primi 3 giorni di malattia; l’inserimento da 20 a 22 turni fino al sabato, con rotazione di 4 squadre giornaliere a orario ridotto di 30 ore settimanali e di 33,5 ore di media su 2 settimane, con retribuzione piena sulle 40 ore e l’aumento della maggiorazione notturna dal 25% al 30%; l’estensione della mensa a tutti i lavoratori con copertura al 70% da parte dell'azienda.
«La trattativa è stata molto complicata, durata 2 anni ed ha visto anche di recente momenti di forte tensione, toccando l'apice quando due mesi fa Bosch ha annunciato 138 potenziali esuberi – dichiarano Simone Selmi e Sergio Guaitolini delle Fiom Cgil, Alberto Zanetti Uilm Uil e Paolo Roncarati della Fim Cisl –. Ma questo è un accordo significativo perché redistribuisce il lavoro tra più persone intervenendo sulla riduzione degli orari, redistribuisce la produttività sotto forma di aumenti salariali e garantisce occupazione stabile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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