Gazzetta di Reggio

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Iren, un bilancio record ma le critiche non mancano  

di Roberto Fontanili
Iren, un bilancio record ma le critiche non mancano  

La multiutility si pone tra le società con la miglior politica di remunerazione Fantuzzi e il M5s all’attacco: «Insieme ai dividendi sono aumentate le bollette» 

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REGGIO EMILIA. Il bilancio 2016 di Iren approvato ieri, che a detta dei vertici della multiutility ha garantito un dividendo di 6,25 centesimi per azione (quindi un dividendo di 6,2 milioni di euro per il solo comune di Reggio) e superiore del 14% rispetto all’anno precedente, colloca Iren tra le società del settore con la miglior politica di remunerazione.

Al tempo stesso l’esercizio 2016 ha portato ad una riduzione del rapporto debito netto/Ebitda (l’utile prima degli interessi, delle imposte e degli ammortamenti). Un risultato ottenuto in anticipo di due anni rispetto agli obiettivi e che “garantisce una maggiore flessibilità finanziaria”. Se poi si aggiunge che in base all’indagine commissionata a Cerved Group, il grado di soddisfazione dei clienti è pari al 93,9%, verrebbe da pensare che si tratta di un bilancio più che soddisfacente.

Valutazioni che si scontano invece con le critiche feroci immediatamente arrivate da Francesco Fantuzzi (a nome dei piccoli azionisti Iren) e da Alessandra Guatteri (Gruppo consiliare del M5S in Comune). Entrambi contestano i dati del bilancio ed evidenziano un aumento dell’indebitamento che, sostengono, «ha raggiunto la cifra di 2.457 milioni di euro» e come a fianco dell’aumento del dividendo vi sia anche l’aumento delle bollette. Con un +5% per l’acqua e +2,9% per la Tari.

Il primo a fare le pulci al bilancio è stato Francesco Fantuzzi, per il quale «se è vero che sono cresciuti fatturato, margini, utile, dividendo, corso azionario, purtroppo il parametro cresciuto più di tutti gli altri è quello degli oneri finanziari con il 44,4%». Quindi, ha aggiunto, «è aumentato anche l'indebitamento del consolidato che è salito del 13,3%, arrivando a 2.457 milioni, pari allo 0,81% del fatturato».

Facendo poi un confronto tra i bilanci del 2011 e 2016, per Fantuzzi «l’indebitamento non è diminuito e in cinque anni il debito effettivo continua a tallonare il fatturato e i dividendi, totalmente finanziati a debito e la borsa non sono sufficienti per confermare l'euforia».

Anche dal M5S arrivano bordate al bilancio 2016 con critiche e richieste di chiarimenti sulle future mosse della multiutility. In particolare su tre temi: l’acquisizione di Unieco Ambiente, la partecipazione di Iren Rinnovabili nella Stu reggiana e il parallelo tra crescita del dividendo e quello delle bollette. La consigliera Guatteri dove aver chiesto se l’acquisizione di Unieco Ambiente sia o meno tramontata, punta il dito sull’investimento di Iren Rinnovabili in Stu Reggiane.

E sottolineando la svalutazione di 3 milioni di euro della partecipazione in Iren Rinnovabili, chiede se la vicenda Stu abbia influito sulla situazione finanziaria di Iren Rinnovabili stessa.
Da ultimo, dopo aver rimarcato che «l’indebitamento è aumentato del 13.3%, che nel contempo si fa shopping e che i dividendi aumentano come accade per le bollette», sottolinea come i settori di attività con maggior peso sul margine operativo siano acqua (20%) e rifiuti (14.7%).

«Mercati - sostiene - in cui le tariffe sono stabilite dal garante e i costi del gestore vengono ribaltati sulle bollette». Da ultimo la consigliere M5S rimarca come nel piano industriale si ponga enfasi «sul corso della borsa e la crescita dei dividendi con l’obiettivo dell’8% l’anno fino al 2021», per concludere che «se aumentano i dividendi e al tempo stesso le bollette, forse è il caso di ripensare il concetto di custode satisfaction».

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