LA QUERELLE
L’Anpi e il Pd a braccetto verso il 25 aprile reggiano
REGGIO EMILIA. A Reggio il Pd e l’Anpi continuano ad andare a braccetto. Non c’è referendum che tenga. E anche la polemica scoppiata a Roma tra Anpi e Comunità ebraica - che ha deciso di non...
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REGGIO EMILIA. A Reggio il Pd e l’Anpi continuano ad andare a braccetto. Non c’è referendum che tenga. E anche la polemica scoppiata a Roma tra Anpi e Comunità ebraica - che ha deciso di non partecipare al corteo, scelta a cui si è accodato lo stesso Pd - a Reggio era già stata affrontata e definitivamente risolta qualche anno fa. Anche quest’anno a Reggio la celebrazione del 25 aprile saranno organizzate come di consueto dal Comune e sarà unitaria con la partecipazione delle due associazioni partigiane Anpi e Alpi e con lo stesso Pd,
«La presenza della bandiera della Brigata Ebraica (che nel frattempo è diventata quella dello Stato di Israele) a Reggio è già stata risolta alcuni anni fa, quando ci furono alcune contestazioni e da allora non se ne è più parlato» ricorda il presidente dell’Anpi provinciale Ermete Fiaccadori . «La questione venne chiarita direttamente dal palco della manifestazione – aggiunge Fiaccadori – sottolineando che la Brigata Ebraica ha pieno titolo di partecipare al corteo e che quel diritto l’ha conquistato sul campo, combattendo i nazisti, e per il trattamento subito dagli ebrei nei campi di concentramento. Che la bandiera della Brigata Ebraica sia diventata quella dello Stato di Israele non toglie nulla alla scelta di grande valore fatta allora dagli ebrei che combatterono i tedeschi».
Rispetto alla questione palestinese Fiaccadori conclude: «Anche la presenza della bandiera palestinese è legittima. I due popoli devono avere il diritto di vivere il due Stati autonomi e per arrivare a quell’obiettivo vanno isolate le posizioni oltranziste di entrambe le parti».
Come dire che non sono le celebrazioni del 25 aprile la sede per affrontare questi temi.
E questa è anche la posizione del segretario provinciale del Pd Andrea Costa: «A Reggio non vi è alcun problema. Noi festeggiamo il 25 aprile come da tradizione, consapevoli che è una festa di tutti e non di una sola parte. È una giornata in cui non si debbono sottolineare divisioni di alcun tipo, ma è la festa di tutti coloro che erano dalla parte giusta della storia, come ha fatto la Brigata Ebraica».
Intanto in Comune stanno limando gli ultimi dettagli del programma dopo il forfait del premier Gentiloni, «e nel farlo sono state coinvolte Anpi e Alpi» sottolinea Fiaccadori. Quest’anno a nome di Anpi e Alpi parlerà il presidente provinciale dell’associazione dei partigiani cattolici Danilo Morini, in base a un accordo tra le associazioni. (r.f.)
«La presenza della bandiera della Brigata Ebraica (che nel frattempo è diventata quella dello Stato di Israele) a Reggio è già stata risolta alcuni anni fa, quando ci furono alcune contestazioni e da allora non se ne è più parlato» ricorda il presidente dell’Anpi provinciale Ermete Fiaccadori . «La questione venne chiarita direttamente dal palco della manifestazione – aggiunge Fiaccadori – sottolineando che la Brigata Ebraica ha pieno titolo di partecipare al corteo e che quel diritto l’ha conquistato sul campo, combattendo i nazisti, e per il trattamento subito dagli ebrei nei campi di concentramento. Che la bandiera della Brigata Ebraica sia diventata quella dello Stato di Israele non toglie nulla alla scelta di grande valore fatta allora dagli ebrei che combatterono i tedeschi».
Rispetto alla questione palestinese Fiaccadori conclude: «Anche la presenza della bandiera palestinese è legittima. I due popoli devono avere il diritto di vivere il due Stati autonomi e per arrivare a quell’obiettivo vanno isolate le posizioni oltranziste di entrambe le parti».
Come dire che non sono le celebrazioni del 25 aprile la sede per affrontare questi temi.
E questa è anche la posizione del segretario provinciale del Pd Andrea Costa: «A Reggio non vi è alcun problema. Noi festeggiamo il 25 aprile come da tradizione, consapevoli che è una festa di tutti e non di una sola parte. È una giornata in cui non si debbono sottolineare divisioni di alcun tipo, ma è la festa di tutti coloro che erano dalla parte giusta della storia, come ha fatto la Brigata Ebraica».
Intanto in Comune stanno limando gli ultimi dettagli del programma dopo il forfait del premier Gentiloni, «e nel farlo sono state coinvolte Anpi e Alpi» sottolinea Fiaccadori. Quest’anno a nome di Anpi e Alpi parlerà il presidente provinciale dell’associazione dei partigiani cattolici Danilo Morini, in base a un accordo tra le associazioni. (r.f.)
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