Cooperazione e crisi, la rabbia dei soci va a Bologna: «Svaniti soldi e fiducia»
Una delegazione di circa 200 persone nel presidio a Legacoop e in Regione Trisolini (Federconsumatori): «Si sono aperti spiragli, noi vigileremo»
REGGIO EMILIA. Non hanno chiesto solo la restituzione dei risparmi di una vita, andati in fumo con il pesante crac che ha messo in ginocchio le coop edili, bruciando solo nella nostra provincia 70 milioni di euro nel tracollo degli ex colossi Cmr, Orion, Coopsette e ora Unieco. Hanno chiesto anche – e sopratutto – che la loro fiducia nel modello cooperativo non venisse ancora una volta tradita, andando in cerca di risposte e puntando dritti al cuore della cooperazione emiliano-romagnola, recandosi ieri mattina nella sede di Legacoop a Bologna.
Poi, dopo un incontro con il presidente regionale Legacoop, Giovanni Monti, e con il presidente Legacoop Emilia Ovest, Andrea Volta, sono andati a bussare anche alle porta della Regione. Ancora in cerca di soluzioni che nessuno sembra in grado di garantire. Dopo i due presidi di martedì in Prefettura e in Comune a Reggio, ieri una nuova mobilitazione per circa 200 soci, lavoratori e pensionati che nel crac delle cooperative edili hanno perso tanto o tutto. Tranne la propria dignità. Né la forza di continuare a lottare.
LE RICHIESTE. Garanzie nei confronti di un sistema che si è rivelato inadeguato, maggiore trasparenza sui rischi del prestito, una più accurata operazione di vigilanza su bilanci e cariche sociali, evitando un sistema di porte girevoli che funga da paracadute per i manager considerati responsabili dei tracolli. E poi l’istituzione di un fondo nazionale per garantire i rimborsi dei risparmi, sul modello di quanto istituito per i risparmiatori delle quattro banche fallite, con un trattamento uguale per tutti i soci traditi: la restituzione almeno del 40% del prestito, come avvenuto per i crac Orion e Cmr. Ma come potrebbe non avvenire nelle vicende Coopsette e Unieco. E, fuori dai confini reggiani, per la piacentina Indaco, la parmense Di Vittorio, la romagnola Cooperativa forlivese di edificazione. Sono queste le richieste portate all’attenzione di Legacoop Emilia–Romagna e dei partiti della maggioranza in Assemblea legislativa da una delegazione composta da circa 200 persone arrivate da tutta la regione – la maggior parte dei quali reggiani – in una battaglia condotta insieme a Federconsumatori e al “Coordinamento nazionale soci delle cooperative”, con il sostegno della Cgil. Un nuovo presidio è già in programma il prossimo 18 maggio a Roma, quando la mobilitazione scenderà in campo davanti a Montecitorio.
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IL VIAGGIO. I due pullman arrivano a Bologna poco prima delle 11, in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Un vero pellegrinaggio per i soci, alcuni dei quali anziani, che tuttavia tra bandiere e striscioni non rinunciano ad andare fino in fondo per vedere soddisfatte le proprie ragioni. Legacoop Emilia-Romagna apre loro le porte della propria sede, ricevendoli in una sala interna della gigantesca torre di viale Aldo Moro. «Questa è casa vostra», fanno presente i vertici cooperativi. Ma i soci sembrano esserne già consapevoli, lasciandosi andare alle prime considerazioni su quanto sia costata in termini economici la loro fiducia tradita.
L’INCONTRO. È qui, nell’ampia sala interrata, che prendono la parola Marcello Santarelli, presidente regionale Federconsumatori, Giovanni Trisolini, presidente Federconsumatori Reggio Emilia e Franco Montali, portavoce del “Coordinamento comitati soci cooperative”, illustrando a Monti e Volta proposte e preoccupazioni dei soci, che a loro volta non risparmiano critiche, rimproveri, disapprovazione. Si sentono traditi e non lo nascondono, tirando fuori nel corso degli interventi le singole storie personali così come discusse consuetudini del mondo coop sui quali chiedono una profonda revisione. L’incontro dura circa un’ora e mezza. Monti ascolta e poi prende parola, aprendo spiragli verso le strade di una possibile soluzione, ricordando esempi virtuosi come Sicrea (sulla cui nascita tuttavia i soci ricordano anche il loro ruolo dopo il crac), ma non promettendo nulla di specifico, se non l’impegno a combattere al loro fianco.
LA POLITICA. Un impegno strappato dai soci anche nella sede dell’Assemblea Legislativa, dove una delegazione è stata ricevuta dai consiglieri regionali, Paolo Calvano, segretario regionale Pd, Igor Taruffi e Yuri Torri di Sinistra Italiana, Silvia Prodi capogruppo art.1-Mdp. Da parte loro, l’impegno è quello di sollecitare il governo per la nascita del fondo. «Siamo riusciti a costruire maggiore attenzione sulle tematiche del risparmio delle coop fallite – commenta a fine mattinata Trisolini – Siamo moderatamente soddisfatti. Ci sono impegni concreti e noi vigileremo rispetto agli impegni assunti reciprocamente. Ci aspettiamo risposte concrete già quando sarà il momento di andare a Roma. Legacoop? Ha aperto piccoli spiragli. La nostra priorità è che tutti i soci ricevano lo stesso trattamento di Cmr e Orion. Vedremo cosa stanno mettendo insieme dal punto di vista delle risorse. Noi non andremo sotto alla richiesta del 40%».
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