Morte sul lavoro: indagato titolare della ditta
Aperto un fascicolo per omicidio colposo nei confronti della Graziano Alessandrini Srl di Treviso
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REGGIO EMILIA. Una tragedia atroce causata da una morte tremenda sulla quale la procura di Reggio Emilia vuole vederci chiaro. Per questo motivo il sostituto procuratore Giulia Stignani ha aperto un fascicolo per il reato di omicidio colposo indagando il titolare della ditta “Alessandrini Graziano” di Treviso, per la quale il giovane Vincenzo Romano stava lavorando a Reggio Emilia. Una lavoratore di appena 20 anni rimasto vittima dell’infortunio mortale sul lavoro avvenuto martedì pomeriggio alla IronCastings di Mancasale.
Il pubblico ministero Giulia Stignani ha liberato la salma di Romano, attesa dalla famiglia nel Trevigiano. Secondo quanto appreso, però, proprio l’azienda veneta avrebbe chiesto un accertamento autoptico sulla salma una volta venuta a conoscenza dell’iscrizione nel registro degli indagati del titolare.
Per il pm, invece, non ci sono dubbi in merito alle cause della morte e alla dinamica dell’infortunio. Questo si è verificato martedì pomeriggio poco prima delle 15. Il giovane dipendente della “Alessandrini Graziano” stava eseguendo lavori di manutenzione sui macchinari della fonderia reggiana. In particolare stava smontando un pesante macchinario per la fusione dei metalli quando, all’improvviso, il macchinario ha cominciato a ruotare, schiacciandolo.
Il ragazzo, nato a Napoli, viveva da due anni in via Ronchese a Treviso con la madre, il padre e la sorellina, che ne reclamano ora la salma per poter procedere con la sepoltura.
Il sostituto procuratore ha ricevuto una prima informativa da parte della medicina del lavoro, che martedì è intervenuta sul posto. «Era un lavoro di routine» aveva spiegato Giuseppe Graziano, uno dei titolari della società familiare. La telefonata del fratello che gli raccontava l’accaduto lo ha lasciato incredulo: «Vincenzo era un ragazzo capace e attivo, un giovane sveglio. Non riusciamo a capire come sia potuto accadere».
Nelle ore seguenti la tragedia sono giunte anche le parole di condanna di questo episodio da parte del sindacato, firmate dalla Fiom Cgil: «Drammatico dover constatare che ancora una volta un luogo di lavoro si è trasformato in luogo di tragedia – si legge nella nota del sindacato –. Alla famiglia del giovane lavoratore vanno le più sentite condoglianze e la totale disponibilità al supporto».(e.l.t.)
Il pubblico ministero Giulia Stignani ha liberato la salma di Romano, attesa dalla famiglia nel Trevigiano. Secondo quanto appreso, però, proprio l’azienda veneta avrebbe chiesto un accertamento autoptico sulla salma una volta venuta a conoscenza dell’iscrizione nel registro degli indagati del titolare.
Per il pm, invece, non ci sono dubbi in merito alle cause della morte e alla dinamica dell’infortunio. Questo si è verificato martedì pomeriggio poco prima delle 15. Il giovane dipendente della “Alessandrini Graziano” stava eseguendo lavori di manutenzione sui macchinari della fonderia reggiana. In particolare stava smontando un pesante macchinario per la fusione dei metalli quando, all’improvviso, il macchinario ha cominciato a ruotare, schiacciandolo.
Il ragazzo, nato a Napoli, viveva da due anni in via Ronchese a Treviso con la madre, il padre e la sorellina, che ne reclamano ora la salma per poter procedere con la sepoltura.
Il sostituto procuratore ha ricevuto una prima informativa da parte della medicina del lavoro, che martedì è intervenuta sul posto. «Era un lavoro di routine» aveva spiegato Giuseppe Graziano, uno dei titolari della società familiare. La telefonata del fratello che gli raccontava l’accaduto lo ha lasciato incredulo: «Vincenzo era un ragazzo capace e attivo, un giovane sveglio. Non riusciamo a capire come sia potuto accadere».
Nelle ore seguenti la tragedia sono giunte anche le parole di condanna di questo episodio da parte del sindacato, firmate dalla Fiom Cgil: «Drammatico dover constatare che ancora una volta un luogo di lavoro si è trasformato in luogo di tragedia – si legge nella nota del sindacato –. Alla famiglia del giovane lavoratore vanno le più sentite condoglianze e la totale disponibilità al supporto».(e.l.t.)
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