Sant’Ilario
“Toscana in piazza”, è scontro I commercianti: «Non è in regola»
SANT’ILARIO D’ENZA. Un patrocinio comunale rilasciato in meno di 24 ore a un’associazione con sede a Parma. I manifesti dell’evento già affissi il giorno successivo. E, soprattutto, il sospetto che...
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SANT’ILARIO D’ENZA. Un patrocinio comunale rilasciato in meno di 24 ore a un’associazione con sede a Parma. I manifesti dell’evento già affissi il giorno successivo. E, soprattutto, il sospetto che quella che è annunciata come una manifestazione culturale sia in realtà «un vero e proprio mercato su area pubblica». È polemica per l’iniziativa “Toscana in Piazza” in programma il 23 aprile a Sant’Ilario d’Enza.
Da una parte ci sono l’assessore alle Attività produttive e ambiente, nonché vicesindaco, Sonia Robuschi. Dall’altra l’Anva Confesercenti che accusa senza mezzi termini l’amministrazione comunale: «O ci sfugge qualche cosa inerente all’iter procedimentale o qualche passaggio non è stato eseguito secondo la legge», dichiara il presidente Claudio Rodighiero.
Una polemica che nasce dall’iniziativa organizzata dall’associazione culturale Viaking, con sede a Parma e rappresentante legale Danilo Biacchi. L’associazione ha chiesto il patrocinio per “Toscana in piazza” lo scorso 12 aprile. Il decreto del sindaco è arrivato nella stessa giornata e il giorno dopo i manifesti dell’evento erano già affissi nelle strade del paese. Ma a far scattare la polemica è soprattutto la natura dell’iniziativa. Il Comune la ha autorizzata come «riunione in luogo pubblico ai sensi dell’articolo 18 del Tulps». Secondo l’Anva, invece, «alla luce di quanto appare nelle affissioni pubblicitarie e sulla stampa è evidente, al contrario, che si tratta di una manifestazione commerciale su area pubblica».
«È tutto ridicolo – sostiene Rodighiero –. Si consente l’utilizzo del suolo pubblico per un’intera giornata per finalità commerciali e l’amministrazione comunale non produce nessun atto che la autorizzi ma concede il patrocinio ad un’associazione culturale con sede a Parma e comunica alle autorità di pubblica sicurezza che si terrà una riunione in luogo pubblico».
«Cosa dovremmo fare di fronte a cotanta irregolarità? Siamo al cospetto di una fiera abusiva con tanto di patrocinio dell’amministrazione e non dovremmo sollevare dubbi di legittimità?», chiede Anva Confesercenti che ha inviato un esposto alle autorità competenti: «A noi interessa che l’organizzazione di eventi che prevedono la partecipazione di imprese commerciali rispettino la normativa nazionale e regionale in materia di commercio a tutela degli operatori e per la certezza del diritto. Chiediamo che le regole siano uguali per tutti e non, come in questo caso, che si favoriscono alcune imprese a scapito di altre», è l’accusa finale di Rodighiero. (g.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Da una parte ci sono l’assessore alle Attività produttive e ambiente, nonché vicesindaco, Sonia Robuschi. Dall’altra l’Anva Confesercenti che accusa senza mezzi termini l’amministrazione comunale: «O ci sfugge qualche cosa inerente all’iter procedimentale o qualche passaggio non è stato eseguito secondo la legge», dichiara il presidente Claudio Rodighiero.
Una polemica che nasce dall’iniziativa organizzata dall’associazione culturale Viaking, con sede a Parma e rappresentante legale Danilo Biacchi. L’associazione ha chiesto il patrocinio per “Toscana in piazza” lo scorso 12 aprile. Il decreto del sindaco è arrivato nella stessa giornata e il giorno dopo i manifesti dell’evento erano già affissi nelle strade del paese. Ma a far scattare la polemica è soprattutto la natura dell’iniziativa. Il Comune la ha autorizzata come «riunione in luogo pubblico ai sensi dell’articolo 18 del Tulps». Secondo l’Anva, invece, «alla luce di quanto appare nelle affissioni pubblicitarie e sulla stampa è evidente, al contrario, che si tratta di una manifestazione commerciale su area pubblica».
«È tutto ridicolo – sostiene Rodighiero –. Si consente l’utilizzo del suolo pubblico per un’intera giornata per finalità commerciali e l’amministrazione comunale non produce nessun atto che la autorizzi ma concede il patrocinio ad un’associazione culturale con sede a Parma e comunica alle autorità di pubblica sicurezza che si terrà una riunione in luogo pubblico».
«Cosa dovremmo fare di fronte a cotanta irregolarità? Siamo al cospetto di una fiera abusiva con tanto di patrocinio dell’amministrazione e non dovremmo sollevare dubbi di legittimità?», chiede Anva Confesercenti che ha inviato un esposto alle autorità competenti: «A noi interessa che l’organizzazione di eventi che prevedono la partecipazione di imprese commerciali rispettino la normativa nazionale e regionale in materia di commercio a tutela degli operatori e per la certezza del diritto. Chiediamo che le regole siano uguali per tutti e non, come in questo caso, che si favoriscono alcune imprese a scapito di altre», è l’accusa finale di Rodighiero. (g.b.)
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