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Interi vigneti “bruciati” dalle gelate 

di Andrea Melosi
Interi vigneti “bruciati” dalle gelate 

Durante le ultime notti, nelle campagne di Fosdondo e della Bassa, le temperature sono scese anche a tre gradi sotto zero

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CORREGGIO. Dalla maglietta alla sciarpa in due giorni. E' quello che è accaduto in questi ultimi giorni. E queste montagne russe meteorologiche hanno pesanti conseguenze sulle coltivazioni agricole proprio nel momento più delicato della fioritura e dello sviluppo vegetativo.
Le micidiali brinate notturne hanno colpito duro specie nel Correggese e nelle aree a confine col Bagnolese: foglie sulle piante bruciate, gemme rinsecchite sugli alberi da frutto. Ne sa qualcosa Stefano Cavazzoni, che a Fosdondo coltiva su un paio di ettari uva delle varietà Lancellotta e Lambrusco Salamino. «Nella notte tra mercoledì e giovedì il termometro è arrivato a meno tre, anche meno tre e mezzo – dice –. La gelata è tornata anche nella notte tra giovedì e venerdì, anche se in modo meno rigido, ma i danni ci sono».
Cavazzoni dal suo vigneto ricava 230-240 quintali di uva ad ettaro, «circa 60-70 a biolca» afferma riferendosi all'antica misurazione che discende dai romani (la biolca reggiana corrisponde a 2.922,25 metri quadrati; un ettaro sono 10mila metri quadrati). «Non ricordo un fenomeno del genere a fine aprile – prosegue –. Sì, è già successo ai primi del mese, ma mai dopo il 20. Mia mamma mi parlò una volta di una nevicata a maggio, ma fu davvero un evento eccezionale». Cavazzoni stima un danno alla produzione finale del 60-70% per cento. Una batosta. «Le più danneggiate – sottolinea – sono state le piantine più giovani, quelle sotto il metro d'altezza. Su loro la brina si è postata e ha bruciato tutto il fogliame, è andata meglio per le piante più adulte e quindi più alte».
Stesso quadro anche all'azienda agricola di Andrea e Alessandro Bonacini, sempre di Fosdondo. Qui, su sette ettari e mezzo di terreno si coltivano uve Lancellotta, Lambrusco Salamino e anche nella varietà Marani. «Anche da noi le piante più danneggiate sono quelle più giovani, ma anche in quelle non “bruciate” la brinata ha fatto tornare indietro il processo di germinazione che era già in stato avanzato perchè l’inverno non è stato freddo». E sui gravi danni causati dalle recenti gelate, si registrano le prime reazioni delle associazioni di settore.
Agrinsieme «E’ opportuno che le autorità preposte aprano le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale – dice il coordinamento reggiano Agrinsieme (Cia, Confagricoltura, Copagri, settore agroalimentare dell’Alleanza delle cooperative) – questo per consentire di valutare l’entità effettiva dei danni e vedere gli interventi conseguenti, sapendo che il ristoro dell’eventuale danno subìto dai singoli agricoltori sarà invece coperto dalle loro polizze assicurative».
Coldiretti sta raccogliendo in queste ore le prime segnalazioni dei danni specie intorno a Correggio e Guastalla. Colpiti quasi al 100% i nuovi vigneti impiantati, per un totale di 450 ettari, tutti con uve per le denominazioni dop e igp. «Non tutto è compromesso, ma sicuramente danneggiati anche i vigneti maturi con i pampini, i germogli e le foglie spuntate da alcuni giorni che hanno subito la “bruciata” che causa il blocco della crescita. Da valutare le conseguenze sui frutteti nelle prime fasi di formazione dei frutti. Colpite anche le orticole a pieno campo – conclude Coldiretti Reggio Emilia – e in alcune area anche i campi di mais con la bruciatura della punta della pannocchia».
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