CONFEDILIZIA
«L’emergenza sfratti? Rientra nella crisi dell’immobiliare»
REGGIO EMILIA. Confedilizia interviene nel dibattito sugli sfratti attraverso la presidente Annamaria Terenziani. «I dati relativi all’emergenza sfratti – dice Terenziani – sono sotto gli occhi di...
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REGGIO EMILIA. Confedilizia interviene nel dibattito sugli sfratti attraverso la presidente Annamaria Terenziani. «I dati relativi all’emergenza sfratti – dice Terenziani – sono sotto gli occhi di tutti. Occorre però fare chiarezza sulle reali cause che hanno determinato l’insorgenza della morosità e di chi siano tutte le vittime. Non mi soffermo sulla categoria dei truffatori, di quelli che iniziano a non corrispondere il canone di locazione praticamente dall’inizio del contratto e neppure di quelli che si rendono nullatenenti per sfuggire alla procedure di recupero credito. Esistono, costituiscono un grave danno per la comunità ed un costo per i proprietari di case in particolare, che si trovano poi a dover chiedere garanzie ai nuovi inquilini che prima non si pretendevano, minano la fiducia nei rapporti in generale e nel leale rispetto del patto contrattuale in particolare». «Poi – prosegue Confedilizia – vi sono coloro che per anni hanno pagato regolarmente il canone ma poi hanno perduto il lavoro, perché l’azienda ha avviato la cassa integrazione, si è contratta o addirittura è fallita o perché erano artigiani legati al mondo dell’edilizia».
Tuttavia – secondo Confedilizia – quello che si è generato in questi anni è un problema sociale che non può essere gestito o riversato sul singolo proprietario di casa.
«A maggior ragione – continua la nota dell’associazione – se la causa della crisi economica deriva dal fallimento di un settore, quello dell’edilizia, e di un sistema, quello cooperativo, che per anni ha costituito una calda coperta e poi rapidamente un mantello avvelenato. Gli sfratti sono solo una delle manifestazioni della patologia da cui è affetta la nostra Comunità e peraltro inquadrano solo parte delle vittime. Si pensi ad esempio alle vendite all’asta dai fallimenti delle imprese e delle cooperative, in cui si acquistano beni ad un frazione del loro reale valore. È ovvio che il deprezzamento incida anche sul mercato fuori dalle aste. Tuttavia gli immobili sono sempre stati il risparmio del cittadino medio, il valore che nel tempo non si è mai perduto, una garanzia che nessuna Banca offriva».
Tuttavia – secondo Confedilizia – quello che si è generato in questi anni è un problema sociale che non può essere gestito o riversato sul singolo proprietario di casa.
«A maggior ragione – continua la nota dell’associazione – se la causa della crisi economica deriva dal fallimento di un settore, quello dell’edilizia, e di un sistema, quello cooperativo, che per anni ha costituito una calda coperta e poi rapidamente un mantello avvelenato. Gli sfratti sono solo una delle manifestazioni della patologia da cui è affetta la nostra Comunità e peraltro inquadrano solo parte delle vittime. Si pensi ad esempio alle vendite all’asta dai fallimenti delle imprese e delle cooperative, in cui si acquistano beni ad un frazione del loro reale valore. È ovvio che il deprezzamento incida anche sul mercato fuori dalle aste. Tuttavia gli immobili sono sempre stati il risparmio del cittadino medio, il valore che nel tempo non si è mai perduto, una garanzia che nessuna Banca offriva».
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