Gazzetta di Reggio

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le previsioni per il vino 

Quest’anno si teme un calo della produzione del 50%

CORREGGIO. Le brinate notturne delle due notti appena trascorse hanno provocato, su tutto il territorio provinciale, ingenti danni alle colture in piena fase vegetativa. Due gelate tardive...

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CORREGGIO. Le brinate notturne delle due notti appena trascorse hanno provocato, su tutto il territorio provinciale, ingenti danni alle colture in piena fase vegetativa. Due gelate tardive consecutive, alle quali da tempo non eravamo più abituati, hanno fatto scendere il termometro al di sotto dello zero, spingendosi anche fino a -1. Questo è accaduto in un’enorme area provinciale verso le sei di mattina sia del 20 che del 21 aprile. Temperature tali da compromettere la vitalità dei germogli di vite ma anche di colture come il mais, le angurie od i piccoli frutticini già formati sugli alberi di melo, pero, pesco od albicocco. I danni al momento non sono ancora quantificabili ma di certo ingenti in funzione della vastità dell’area interessata. Il freddo in effetti si è abbondantemente spinto al di sopra della via Emilia, danni ingenti sono stati riscontrati a Castellarano, Salvaterra e Scandiano fino a raggiungere le aree di Correggio, Rio Saliceto Novellara ed oltre. I danni più preoccupanti sono quelli che si sono immediatamente evidenziati al primo innalzamento delle temperature sui germogli dei vigneti. Sono molte le aree nelle quali il gelo ha “cotto” i germogli ed i grappolini che si sono imbruniti e ripiegati su se stessi dopo poche ore dall’evento. E’ noto che danni di questo genere causano la perdita dei grappoli inserito sul germoglio colpito ed impongono il germogliamento della gemma secondaria che però è molto meno produttiva rispetto a quella principale. La pianta non muore ma di fatto dove la brinata ha “lessato” il 100 % dei germogli ci si deve attendere una produzione che difficilmente sarà superiore al 30% rispetto a quella normale. E’ per questo motivo e per l’eterogeneità dei danni, che la vendemmia 2017 nella nostra provincia potrebbe attestarsi quest’anno al di sotto del milione di quintali di uva con un ammanco di prodotto che potrebbe addirittura rasentare il 50%.
In effetti le quotazioni dei vini sembrano già avere risentito, al rialzo, dell’effetto di questo evento calamitoso anche in considerazione del fatto che il fenomeno ha interessato anche il Modenese, il Mantovano il Veneto ed altre regioni viticole. La brina è sempre stata una della calamità più temute dai nostri nonni tanto che in passato le forme d’allevamento della vite erano più alte rispetto a quelle attuali anche per questo visto che i danni maggiori si verificano, generalmente, vicino al suolo. Oggi, nonostante il fenomeno non si verifichi da diversi anni, le nuove formule assicurative prevedono la copertura dai rischi da brinata tardiva che in questo caso va a sostegno, al netto ovviamente delle franchigia, dei produttori che da pochi giorni l’avevano potuta stipulare. Meno preoccupante il fenomeno della brinata sulle giovane viti appena messe a dimora visto che su queste, non dovendo produrre uve, il germoglio secondario avrà tutto il tempo di rimpiazzare quello distrutto. (c.c.)

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