Allari, una vita dedicata al calcio
Luzzara, sepolto nel cimitero di Codisotto l’ex calciatore e dirigente del Suzzara
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LUZZARA. Si è celebrato nella chiesa dell'Immacolata, il funerale di Graziano Allari, calciatore e dirigente sportivo del Suzzara ai tempi della C2. Un fatale malore l'ha colto giovedì notte nella sua abitazione di via IV Novembre 14. Alle esequie erano presenti alcuni ex dirigenti bianconeri e amici.
Allari era nato a Luzzara e i genitori si trasferirono nella vicina Suzzara, nel mantovano, quando aveva 7 anni. È stato un grande uomo di sport: ha giocato dalla fine degli anni '50 agli inizi degli anni '70, poi ha ricoperto la carica di presidente del Suzzara.
Allari ha cominciato a tirare i primi calci nel vivaio dell'Azzurra dove poi si guadagnò un posto fisso in squadra. Nel 1958, il general manager del Mantova, Italo Allodi, lo notò in occasione del torneo estivo cittadino e se lo portò nella società biancorossa del “Piccolo Brasile”. A Mantova, Allari rimane poi per cinque stagioni, schierato nelle squadre minori Juniores, De Martino, Riserve.
Nella stagione '63-'64 si trasferì a Moglia (serie D) e dal '66 fino al ’72, per sei stagioni, indossò la casacca bianconera come difensore, ma giocando in tutti i ruoli, totalizzando 131 presenze e segnando 14 reti. In bianconero stabilì un record conquistando tre passaggi di categoria (Prima, Promozione e serie D).
Chiusa la carriera agonistica, Allari si fece da parte ma poi rientrò in scena al fianco del presidente Vincenzo Mantovani del mitico Moa Suzzara, prematuramente scomparso il 21 ottobre 1989. E fu proprio Allari ad assumere poi la carica di presidente, in un periodo delicato, al motto di “il Suzzara ai suzzaresi”. Condusse la società per quattro stagioni dal 1989 al ’92 di cui gli ultimi due come vicepresidente. Allari è ricordato nel libro “Suzzara calcio. Centenario 1913-2013” di Giuseppe Bernardelli.
Il patron suzzarese ha lasciato nel dolore il fratello Vando con Anna e le nipoti Giulia con Marco e Simona con Alberto, la moglie Luciana Genitrini e tre figli le gemelle Silvia con Simone e Cristiana, di 43 anni e Federico di 35 oltre ai nipoti Elia e Giulia. È stato sepolto nel cimitero di Codisotto. (m.p.)
Allari era nato a Luzzara e i genitori si trasferirono nella vicina Suzzara, nel mantovano, quando aveva 7 anni. È stato un grande uomo di sport: ha giocato dalla fine degli anni '50 agli inizi degli anni '70, poi ha ricoperto la carica di presidente del Suzzara.
Allari ha cominciato a tirare i primi calci nel vivaio dell'Azzurra dove poi si guadagnò un posto fisso in squadra. Nel 1958, il general manager del Mantova, Italo Allodi, lo notò in occasione del torneo estivo cittadino e se lo portò nella società biancorossa del “Piccolo Brasile”. A Mantova, Allari rimane poi per cinque stagioni, schierato nelle squadre minori Juniores, De Martino, Riserve.
Nella stagione '63-'64 si trasferì a Moglia (serie D) e dal '66 fino al ’72, per sei stagioni, indossò la casacca bianconera come difensore, ma giocando in tutti i ruoli, totalizzando 131 presenze e segnando 14 reti. In bianconero stabilì un record conquistando tre passaggi di categoria (Prima, Promozione e serie D).
Chiusa la carriera agonistica, Allari si fece da parte ma poi rientrò in scena al fianco del presidente Vincenzo Mantovani del mitico Moa Suzzara, prematuramente scomparso il 21 ottobre 1989. E fu proprio Allari ad assumere poi la carica di presidente, in un periodo delicato, al motto di “il Suzzara ai suzzaresi”. Condusse la società per quattro stagioni dal 1989 al ’92 di cui gli ultimi due come vicepresidente. Allari è ricordato nel libro “Suzzara calcio. Centenario 1913-2013” di Giuseppe Bernardelli.
Il patron suzzarese ha lasciato nel dolore il fratello Vando con Anna e le nipoti Giulia con Marco e Simona con Alberto, la moglie Luciana Genitrini e tre figli le gemelle Silvia con Simone e Cristiana, di 43 anni e Federico di 35 oltre ai nipoti Elia e Giulia. È stato sepolto nel cimitero di Codisotto. (m.p.)
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