Gazzetta di Reggio

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Crac Unieco, parte il patto per salvare posti di lavoro  

di Evaristo Sparvieri
Crac Unieco, parte il patto per salvare posti di lavoro  

In Regione l’incontro tra i sindacati, l’assessore Palma Costi e i lavoratori che in occasione del Primo Maggio saranno in testa al corteo a Reggio Emilia

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REGGIO EMILIA . Il lavoro prima di tutto. Lo aveva detto il commissario liquidatore, Corrado Baldini, sin dal primo giorno in cui ha varcato la porta di Unieco, prendendo ufficialmente l’incarico.

E lo aveva ribadito nei giorni scorsi anche il sindaco, Luca Vecchi, aprendo un canale con l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, per attivare anche a Reggio Emilia un patto per lo sviluppo territoriale: uno strumento nelle mani della Regione, già adottato per affrontare le conseguenze di pesanti crisi aziendali in altre province, che per la prima volta verrebbe attivato anche qui a Reggio, dove confluirebbero le richieste di occupazione dei lavoratori destinati a rimanere senza lavoro dopo il tracollo dell’ex colosso di via Ruini.

Lo strumento diventerà operativo da venerdì prossimo, quando è in programma la prima riunione tra l’assessore regionale, il Comune, i sindacati e i lavoratori di Unieco, l’ex colosso franato sotto il peso di debiti accumulati per circa 660 milioni.

A inizio di quest’anno erano ancora 340 i dipendenti di Unieco. La metà, 170 persone, sono state licenziate a febbraio, ma di queste 22 sono state riprese poi in carico. Altri 170 erano rimasti legati all’azienda grazie alla cassa integrazione straordinaria. Alcune decine sono rimaste operative anche dopo la dichiarazione della liquidazione coatta amministrativa.

Ma questo legame sembra ora giunto al capolinea. Al tavolo concertativo regionale, ad incontrare i lavoratori, ci sarà lo stesso commissario liquidatore, Corrado Baldini, al fianco degli enti locali, delle parti sociali, dei rappresentanti del mondo economico, produttivo e cooperativo, dei sindacati e dei rappresentanti dei lavoratori. L’obiettivo del patto è definire la richiesta di figure professionali presenti sul territorio, in modo da incrociarla con le competenze e i ruoli dei singoli dipendenti rimasti a casa, nel tentativo di mettere le basi per costruire il percorso di ricollocamento.

In pratica, una sorta di censimento delle singole professionalità, a partire dal quale convocare tavoli con una cadenza mensile per tentare la strada di un ricollocamento. Sempre venerdì prossimo, nel pomeriggio, alle 18 al Pigal, i lavoratori Unieco si riuniranno anche in assemblea. Ma l’incontro in Regione e l’assemblea al Pigal saranno solo i primi appuntamenti dedicati ai lavoratori dell’ex colosso di via Ruini, che in occasione della festa del Primo Maggio saranno in testa al tradizionale corteo organizzato dai sindacati.

Una battaglia, quella per il lavoro, che si affianca a quella per la restituzione del prestito, che ha portato già i soci ad una doppia mobilitazione a Reggio Emilia (in Comune e in Prefettura) e a Bologna (nella sede di Legacoop e dell’Assemblea Legislativa). Una battaglia quest’ultima combattuta in prima linea da Federconsumatori, al fianco dei Comitati: l’obiettivo è riuscire ad ottenere la restituzione almeno del 40% del prestito, come avvenuto per i crac Orion e Cmr.

Ma come potrebbe non avvenire invece nelle vicende Coopsette e Unieco. Una misura richiesta in attesa dell’istituzione di un fondo nazionale per garantire i rimborsi dei risparmi, sul modello di quanto istituito per i risparmiatori delle quattro banche fallite, al centro di una manifestazione nazionale il 18 maggio a Roma.

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