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Da Reggio Emilia al Texas per diventare un vero Top Gun  

di Luigi Vinceti
Da Reggio Emilia al Texas per diventare un vero Top Gun  

Emanuele Bernuzzi, 24 anni, ha già il brevetto di pilota ma i suoi obiettivi sono altri: «Lassù è un altro mondo» 

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REGGIO EMILIA. Volare. C’è chi trema al solo pensiero di sollevarsi da terra e chi invece è pronto a trasferirsi in America per imparare addirittura a guidare jet. Un giovane reggiano, Emanuele Bernuzzi, appartiene alla seconda schiera e si è lanciato da tempo alla conquista di un posto alla cloche di velivoli a turboelica che potranno fargli da apripista all’approdo ai caccia intercettori.

Emanuele è nato 24 anni fa a Montecchio ma ha vissuto quasi sempre a San Maurizio con due fratelli gemelli più giovani di lui di 4 anni; qui ha frequentato le scuole elementari e medie. Ama lo sport e ha praticato corsa (100 e 1.000 metri) lancio del giavellotto, nuoto ed altre discipline. Inoltre ha voluto imparare subito e bene la lingua inglese.

A 14 anni ha chiesto a papà Cesare (ex capotreno ora in pensione) e a mamma Loretta (impiegata in Comune) di trasferirsi a Forlì per frequentare l’istituto aeronautico Francesco Baracca. Cinque anni più tardi ecco arrivare il brevetto di pilota con voti splendidi, risultati che gli sono valsi l’ammissione ad un concorso (40 posti con 5.000 concorrenti) che ha brillantemente superato con test multiforme decisamente impegnativi.

In tal modo ha guadagnato l’ingresso all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli dove in questi mesi sta completando un iter accademico. La tesi che sta attualmente scrivendo è incentrata sui Reggiane 2005, un lotto limitatissimo di caccia prodotti a fine guerra considerati velivoli di massima eccellenza che sono nati proprio qui a Reggio, in via Agosti.

Manco il tempo di prendere fiato che già si profila un altro importante passaggio: nove mesi da trascorrere in Texas ad ottenere un brevetto militare. Partenza a settembre e rientro nel giugno 2018. Nel frattempo con l’Aeronautica italiana ha firmato un impegno che ha la durata di almeno 19 anni.

«Avevo 11 anni – racconta Emanuele – quando salii con un mio coetaneo e suo padre su un aliante che decollava dalla piazzola di Castellazzo, vicino a Masone. Da allora ho fatto centinaia di voli, anche in elicottero, ed ogni volta a me sembra tutto diverso, magnifico. Lassù è proprio un altro mondo».

Non sembra lontano il giorno in cui coronerà il sogno di guidare un jet. D’altra parte ci sono già due reggiani che hanno raggiunto questo traguardo: sono Mauro Manzini e Daniele Marmiroli, oggi istruttori a Lecce e a Gioia del Colle. Chi pensava che i reggiani fossero esclusivamente “di terra” è stato smentito.

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