Arrivano i carabinieri, li aggredisce
Montecchio: i militari stavano perquisendo la casa quando il giovane ha reagito
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECCHIO. Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni è l’accusa cui dovrà rispondere un giovane di Montecchio che ieri mattina, durante una perquisizione dei militari, ha dato in escandescenza aggredendoli e provocando il ferimento di uno di loro.
La vicenda è nata ieri intorno alle 7.30 quando alla porta del giovane si sono presentati i carabinieri. Ad aprire loro laposta è stata la nonna del ragazzo che, visto il mandato, è andata ad avvisare il nipote della presenza dei militari che, in casa, stavano cercando alcuni oggetti. Alla vista degli uomini dell’Arma il giovane, che era ancora a letto e stava dormendo, si è subito agitato. «Datemi almeno il tempo di svegliarmi – avrebbe detto – fatemi bere un bicchiere d’acqua». Continuando a mostrarsi particolarmente nervoso. Ha poi seguito i carabinieri nel garage dell’appartamento.
Ed è qui che, secondo quanto raccontato nel verbale dei militari, la perquisizione è sfociata nell’aggressione. Il ragazzo ha cominciato a divincolarsi, dimenandosi in modo sempre più forte. Finché il nervosismo non è diventato rabbia. A quel punto è nata una colluttazione che è finita con le manette ai polsi per il giovane e una prognosi di sette giorni per uno dei carabinieri, ferito a una mano.
Sempre ieri, poche ore dopo il fatto, in tribunale a Reggio Emilia si è svolta la direttissima. Qui l’arrestato, difeso d’ufficio dall’avvocato Luigi Scarcella, ha spiegato che non aveva intenzione di ferire il carabiniere ma di essersi arrabbiato vista l’ora in cui i militari sono arrivati, ritenuta non consona a una perquisizione. In attesa della prossima udienza, che si terrà il 4 luglio, gli è stato inflitto l’obbligo di firma in caserma una volta al giorno. (l.g.)
La vicenda è nata ieri intorno alle 7.30 quando alla porta del giovane si sono presentati i carabinieri. Ad aprire loro laposta è stata la nonna del ragazzo che, visto il mandato, è andata ad avvisare il nipote della presenza dei militari che, in casa, stavano cercando alcuni oggetti. Alla vista degli uomini dell’Arma il giovane, che era ancora a letto e stava dormendo, si è subito agitato. «Datemi almeno il tempo di svegliarmi – avrebbe detto – fatemi bere un bicchiere d’acqua». Continuando a mostrarsi particolarmente nervoso. Ha poi seguito i carabinieri nel garage dell’appartamento.
Ed è qui che, secondo quanto raccontato nel verbale dei militari, la perquisizione è sfociata nell’aggressione. Il ragazzo ha cominciato a divincolarsi, dimenandosi in modo sempre più forte. Finché il nervosismo non è diventato rabbia. A quel punto è nata una colluttazione che è finita con le manette ai polsi per il giovane e una prognosi di sette giorni per uno dei carabinieri, ferito a una mano.
Sempre ieri, poche ore dopo il fatto, in tribunale a Reggio Emilia si è svolta la direttissima. Qui l’arrestato, difeso d’ufficio dall’avvocato Luigi Scarcella, ha spiegato che non aveva intenzione di ferire il carabiniere ma di essersi arrabbiato vista l’ora in cui i militari sono arrivati, ritenuta non consona a una perquisizione. In attesa della prossima udienza, che si terrà il 4 luglio, gli è stato inflitto l’obbligo di firma in caserma una volta al giorno. (l.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
