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Crac Unieco, l’Aquatico ora naviga a vista

di Evaristo Sparvieri
Crac Unieco, l’Aquatico ora naviga a vista

La stagione partirà regolarmente il 2 giugno. Il futuro è legato alla liquidazione della coop che detiene il 96% della piscina

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REGGIO EMILIA. La stagione partirà regolarmente il 2 giugno. E per quest’estate non ci dovrebbe essere nessun problema. Ma il crac di Unieco sta addensando nubi anche sul futuro della piscina di piazzale Lari, inaugurata nel 2003 al termine di un project financing che vedeva in campo lo stesso ex colosso di via Ruini – che detiene ancora il 96% della società a capo dell’impianto – e l’allora Sportiva Srl, socio al 4%, ora sostituita nella partecipazione dalla Kinema Srl, società al 100% Uisp che gestisce tuttora la struttura.

Sei piscine, per un totale di 3.500 metri quadri, con scivoli e un’area verde attrezzata di 30mila metri quadri. E poi campi da beach-volley, da basket, da calcetto. Un patrimonio il cui futuro è legato alla procedura di liquidazione coatta ora nelle mani del commissario, Corrado Baldini, che fra le numerose questioni aperte in seguito al crac Unieco dovrà gestire anche questa delicata partita.

E, con essa, i destini non solo dell’impianto, ma anche delle circa quaranta persone che lavorano nella struttura: venti bagnini, dieci impiegati alla reception e sette addetti alla manutenzione.

«Con il commissario Baldini finora non abbiamo avuto contatti – spiega Ezio Minardi, presidente Uisp Reggio Emilia – penso tuttavia sia necessario lanciare pubblicamente un messaggio per informare tutti che la stagione partirà regolarmente a giugno e che non c’è nessun tipo di problema per le attività di questa estate. Certo, con quel che è successo, stiamo in allerta e siamo impegnati a ragionare sul medio e lungo termine. È un tema da sviluppare. Aspettiamo di incontrare il commissario in un tavolo istituzionale, insieme al Comune. Aquatico è un patrimonio importante e bisogna salvare la situazione con una prospettiva di continuità sul lungo periodo anche oltre il periodo estivo, dal momento che è un impianto che stiamo valorizzando e che garantisce consistenza economica».

Anche il Comune svolgerà un ruolo fondamentale nella partita. È quanto previsto dallo stesso project financing, secondo il quale l’amministrazione aveva dato in concessione l’impianto per 30 anni alla società di scopo che realizzò l’opera, composta appunto da Unieco e dalla controllata Uisp, affidandole la gestione e un contributo di 3,2 milioni in cambio di una cauzione di 653 mila euro che ora lo stesso Comune potrebbe incamerare. Non solo. Sempre nel project financig si prevedeva che in caso di fallimento del concessionario ci sarebbe stata la decadenza del diritto della concessione.

«Per il momento siamo tranquilli – spiega Silvana Cavalchi, direttrice di Kinema – Sull’Aquatico abbiamo un contratto di gestione pluriennale, rinnovabile ogni sei anni, che credo abbia un suo valore, tenendo conto che nell’operazione si dovrà tenere conto di tutti gli elementi. Per adesso pensiamo ad aprire la stagione, il prossimo 2 giugno. Stiamo facendo anche un restyling, investendo ad esempio sugli ombrelloni. Ogni anno facciamo qualcosa e lavoriamo al meglio per l’apertura. Vedremo cosa accadrà in futuro».

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