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Flexibord, grido d’allarme «Tfr promesso? Mai visto» 

Flexibord, grido d’allarme «Tfr promesso? Mai visto» 

Gli ex lavoratori dell’azienda chiusa un anno e mezzo fa ricevuti dal sindaco Il sindaco Costa: «Il pagamento doveva avvenire in rate mensili, così non è stato»

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LUZZARA. Niente pagamento del Tfr (il trattamento di fine lavoro) e ricollocamento con il lumicino: grido d'allarme degli ormai ex lavoratori della Flexibord, azienda luzzarese che un anno e mezzo fa ha chiuso i battenti dopo essere stata rilevata dall'imprenditore abruzzese Giuseppe Marozzi.

Una chiusura dovuta allo spostamento della produzione nello stabilimento dello stesso Marozzi a Giulianova che ha messo alla porta una settantina di persone. Lavoratori che non hanno potuto far altro che accettare un accordo con cui l'imprenditore si impegnava a pagare loro il Tfr – che diventava così una integrazione degli ammortizzatori sociali attivati per chiusura – mentre Provincia e Confindustria si impegnavano a seguirli nel percorso di riqualificazione e ricollocamento.

A distanza di quasi un anno e mezzo, e con gli ammortizzatori che scadranno nei prossimi mesi, però, poco si è verificato di quanto scritto in quell'accordo. Ed è per questo che i dipendenti hanno chiesto l'aiuto del sindaco di Luzzara Andrea Costa che li ha ricevuti in sala del consiglio: «Stando alla situazione che mi hanno rappresentato la loro preoccupazione è più che motivata - racconta il primo cittadino -. Il pagamento del Tfr, che sarebbe dovuto avvenire in rate mensili e che avrebbe significato mantenere una entrata di circa 1.100 euro al mese, è stato fatto poco e male. Ed oggi, di fronte alle continue sollecitazioni rivolte a Marozzi, la risposta che i lavoratori si sono sentiti dare è che quei soldi al momento non ci sono».

I dipendenti, che si stanno muovendo in maniera unitaria e coordinata, non escludono l'avvio di azioni legali per tutelare le loro ragioni: «Il pagamento del Tfr, a integrazione della cassa, ci avrebbe consentito di avere un entrata mensile dignitosa in attesa di trovare un nuovo posto di lavoro - spiegano gli ex dipendenti -. Ma di quei soldi si è visto ben poco e di nuove offerte di lavoro nemmeno l'ombra. Ora siamo davvero preoccupati perché il tempo passa e in autunno scadranno gli ammortizzatori sociali».

Sono questi timori che hanno spinto i lavoratori ad incontrare il sindaco Costa: «Il Comune continuerà ad essere vicino a queste persone come fatto anche un anno e mezzo fa al momento dell'annuncio della chiusura della Flexibord. Rispetto al tema del ricollocamento ho già scritto alla Regione e alla Provincia, oltre che ai sindacati e a Confindustria, sollecitando che la sperimentazione territoriale sul Patto del lavoro coinvolga anche queste persone.

Da questo punto di vista mi sembra che la strada intrapresa dalle istituzioni reggiane sia la più opportuna. Rispetto al mancato pagamento del Tfr da parte dell'imprenditore ho chiesto che venga riunito il tavolo con tutti i soggetti sottoscrittori dell'accordo di un anno e mezzo fa affinché ognuno, per il proprio pezzo di responsabilità, richiami Marozzi agli impegni assunti».
 

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