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«Pronti a investire sul punto nascite» 

«Pronti a investire sul punto nascite» 

Il sindaco Bini: «Possiamo usare i fondi del programma Aree interne per garantire in ostetricia un pediatra 24 ore su 24»

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CASTELNOVO MONTI. Si torna a parlare della situazione dell’ostetricia dell’ospedale Sant’Anna, dopo alcuni giorni di relativa tranquillità seguiti all’annuncio dell’assessore regionale Venturi sull’intenzione della giunta di chiedere la deroga che potrebbe salvare i punti nascita degli ospedali di montagna. A rilanciare sul tema è il sindaco e presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino, Enrico Bini, che lo fa in modo propositivo, annunciando la disponibilità a investire risorse per arrivare agli standard di sicurezza che potrebbero garantire una risposta positiva alla richiesta di deroga.
Afferma infatti Bini: «C’è un aspetto legato alla dotazione del personale, che rappresenta un elemento da correggere in vista della richiesta di deroga: la presenza del pediatra 24 ore su 24. Un aspetto che va implementato rispetto alla situazione attuale, e su questo vorremmo dire alla Regione che siamo disponibili a partecipare all’investimento necessario, attraverso il progetto per le Aree Interne che prevede proprio interventi per la tenuta dei servizi».
«Nei rilievi che la Commissione nascite aveva sollevato rispetto alla situazione dell’Ostetricia di Castelnovo – spiega il primo cittadino – l’unico che non sarebbe aderente ai parametri indicati come soglia di sicurezza per il suo mantenimento è la presenza di un pediatra-neonatologo sull’intero arco delle 24 ore. Al momento non sono coperte 8 di queste 24 ore. Al di là del tema, che sappiamo essere ben presente, della difficoltà nel reperire pediatri in questi ultimi anni, sappiamo anche che la copertura di queste 8 ore in più avrebbe un costo per l’Ausl, alla quale chiediamo di rivalutare insieme la destinazione dei 3 milioni di investimenti già programmati sul Sant’Anna, dei quali buona parte sono indirizzati proprio all’inserimento di nuovo personale, per riuscire a raggiungere questo obiettivo».
«Da parte nostra siamo anche disposti ad investire su questo specifico aspetto parte dei fondi inerenti il programma Aree interne, per il quale siamo stati selezionati come area pilota in Regione – dichiara il sindaco –. Uno dei cardini del programma è la tenuta e il rafforzamento dei servizi nei territori periferici. Quindi l’obiettivo di salvaguardare il reparto di ostetricia ci pare pienamente rispondente a tale obiettivo».
Conclude Bini: «Siamo convinti che la richiesta di deroga potrà avere risposte positive solo se si compirà un iter completo e razionale, corredato anche di possibili risposte e soluzioni alle eventuali problematiche che vengano riscontrate. Dopo l’annuncio della Regione intendiamo continuare a lavorare insieme alle realtà territoriali in questa direzione. Abbiamo anche intenzione di chiedere un incontro al Ministro Beatrice Lorenzin, perché siamo convinti che un progetto articolato e attento, costruito in concomitanza con la ormai prossima fusione tra Asmn e Ausl, che preveda una stretta interdipendenza tra un ospedale di primo livello come quello di Reggio e gli altri ospedali periferici, possa diventare un esempio replicabile e importante per altri territori montani italiani che affrontano le nostre stesse difficoltà».
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