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Cazzuola e trombone, il muratore-musicista si diploma al Peri  

di Mauro Grasselli
Cazzuola e trombone, il muratore-musicista si diploma al Peri  

La passione di Matteo Bortolotti, che lavora in cantiere studia al conservatorio e insegna musica medievale

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QUATTRO CASTELLA. Una storia normale, ma anche straordinaria. Di quelle in cui non è raro imbattersi a Quattro Castella, dove nel 1955 nacque il Corteo storico matildico e dove, anche ora, tutto ciò che ha a che fare con il Medioevo riempie di passioni e pulsioni artistiche la vita di centinaia di persone. Questa storia non è più straordinaria di altre, ma di certo ha una grande forza simbolica, perché rende bene il senso di cosa significhi conciliare la vita “normale” con la passione per il Medioevo.

È la storia di Matteo Bortolotti, 39 anni, muratore che si è appena diplomato in trombone all’istituto superiore di studi musicali Achille Peri di Reggio Emilia.
Com’è andata?
«Bene ma non benissimo, perché l’ansia si è fatta sentire. Ma sono uscito con un 8. Sono iscritto al Peri da 7 anni, e ora sono diplomato in trombone. Va bene così».
Come si fa a conciliare il martello con il trombone?
«Bisogna organizzare molto bene le ore della giornata», risponde con un sorriso.
Com’è la sua giornata?
«Mi sveglio alle 6, poi il cantiere. Un’ora persa per il pranzo, poi di nuovo il cantiere fino alle 17.30. Vado al letto all’1.30 di notte, perché la sera spesso insegno chiarina all’associazione Maestà della Battaglia».
Dopo il cantiere, la musica.
«Sì. Alle 18 il conservatorio per non meno di tre giorni la settimana. Da 2 anni ho iniziato a studiare anche tuba, sempre al Peri: non a Reggio ma alla sede della Maestà della Battaglia, a Quattro Castella, dove dal 2014 è aperta una scuola musicale convenzionata con il Peri, con insegnanti del conservatorio e corsi per ottoni e percussioni. Ho frequentato anche il corso di canto al Peri, come tenore, ma per ragioni di tempo ho deciso di sospendere per diplomarmi in trombone. Ma tra i miei obiettivi c’è anche la maturità, con i corsi serali, dal momento che mi manca un anno per diventare geometra al Secchi. Sarà dura, ma ci devo arrivare, perché il titolo del conservatorio ora è un diploma ma, con la maturità, viene automaticamente convertito in dottorato».
Una vita intensa.
«Sì. Lavoro da 24 anni. A settembre saranno 20 gli anni di lavoro alla Incerti Athos Snc, ditta che fa di tutto e di più nel settore edilizio. Prima, per 4 anni ho lavorato in fabbrica. Anzi, dai 15 ai 21 anni ho fatto l’operaio e il contadino con la mia famiglia, che poi ha smesso di allevare il bestiame. Abitavamo dalle parti di Bergonzano, poi siamo scesi a Quattro Castella. Ora io abito a San Polo, ma sono sempre qui a Quattro Castella».
La passione per la musica quando è nata?
«Mio zio, Giuliano Franceschi, suonava in un’orchestra di liscio. Mi regalò una tastierina Bontempi. Poi, alle scuole medie, frequentai per tre anni un corso di chitarra con il professor Raimondi, mentre mio fratello Simone frequentò un corso di tastiere, sempre con lo stesso insegnante».
Non c’è solo il trombone, la tromba e la tuba tra le sue passioni musicali, così come non c’è solo il conservatorio.
«No, c’è anche la musica medievale. Dopo un primo approccio con un gruppo di rievocazione storica, con cui ho avuto insegnamenti ma anche consigli non proprio favorevoli alla mia idea di affrontare il conservatorio, ho contribuito a far nascere, nel 2008, l’associazione sbandieratori e musici Maestà della Battaglia, dove fin dall’inizio sono responsabile del settore chiarine, le trombe medievali. Avendo assunto quel ruolo, pensai di andare al Peri come uditore: fu un modo per avere un aiuto su cosa potevo ideare per i ragazzi della Maestà, a livello di tempi musicali. Incontrai il professor Marco Fiorini, che mi chiese di fargli sentire che cosa sapevo fare. Lui mi fece sentire che cosa avrei potuto fare. E lì iniziai a frequentare il Peri. Era il settembre 2009».
Cosa le hanno detto i suoi genitori quando ha superato l’esame finale di trombone?
«Finalmente qualcosa lo abbiamo portato a termine! Mio padre Bruno e mia mamma Giuseppina Franceschi sono soddisfatti».
E anche il fratello gemello Simone.
«Certo. Anche lui fa il muratore alla ditta Incerti Athos, ma lavoriamo in cantieri diversi. Anche lui ha la passione della musica e frequenta il conservatorio Peri».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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