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Crac Unieco, l’universo delle partecipate alla prova della liquidazione  

di Evaristo Sparvieri
Crac Unieco, l’universo delle partecipate alla prova della liquidazione  

Per l’ex colosso di via Ruini quote in 131 società, fra controllate, consorzi e aggregazioni, nonostante i tentativi di una cura dimagrante

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REGGIO EMILIA. I revisori di Legacoop lo avevano scritto nero su bianco: «Occorre rendere l’azienda meno frammentata, più snella, reattiva alle nuove esigenze del mercato, più flessibile, pronta a reagire ai nuovi posizionamenti e proiettata al rispetto ferreo del piano di risanamento 2014/2016, a partire dalla struttura societaria delle partecipazioni, molto articolata ed appesantita dagli adempimenti gestionali ed amministrativi».

Era il 2013. E per Unieco era in corso in tribunale l’istanza di ammissione al concordato, trasformato poi in ristrutturazione dei debiti, dove la cura dimagrante per salvare l’ex colosso di via Ruini prescriveva anche una drastica sforbiciata alle oltre 200 partecipate. Una galassia che al 31 dicembre 2014 registrava ancora partecipazioni in 131 società, diciannove delle quali indicate in liquidazione, in un sistema di ramificazioni che rifletteva le molteplici attività di quella che – fra controllate e quote infinitesimali in altri imprese – è stata una vera holding cooperativa, franata sotto il peso di debiti accumulati per circa 660 milioni.

Numeri e partecipazioni ora sul tavolo del commissario liquidatore, Corrado Baldini, con i quali dovrà fare i conti nella complicata procedura di liquidazione coatta amministrativa, dove anche la galassia delle partecipate restano in attesa di capire quale sarà il proprio destino.

Non solo Aquatico, la piscina di piazzale Lari che aprirà comunque la stagione estiva il prossimo 2 giugno, realizzata con un project financing attraverso l’omonima società – di cui Unieco detiene tuttora il 96% – che attualmente dà lavoro a circa quaranta persone. Ma anche l’Ape Spa di Montecchio, l’azienda leader nel comparto manufatti in cemento per strutture prefabbricate controllata da Unieco al 94%, il cui nome nei giorni scorsi è comparso sul portale dei fallimenti del Tribunale di Reggio Emilia, con la nomina a commissario del commercialista Alberto Peroni. Solo ad Ape Spa, ad esempio, è legato di destino di circa 60 lavoratori. Effetti collaterali di un vortice che rischia di risucchiare indotto e occupazione.

Consorzi, associazioni temporanee di imprese, società di progetto. È anche in queste forme di aggregazione societarie che si spiega l’alto numero di partecipazioni Unieco, nate in funzioni di gare, appalti e cantieri ora congelati, per i quali sin dal primo giorno del suo insediamento il liquidatore Baldini ha annunciato di voler dare priorità nella ricerca di una soluzione. Ma, nel capitolo partecipazioni, la fotografia della situazione Unieco registra anche quote di valore minimo in altre realtà del frastagliato sistema solare cooperativo, che necessariamente saranno della partita.

Come Par.Co Spa-Società finanziaria di partecipazione, considerata la cassaforte reggiana delle coop, nata nel lontano 1993 su iniziativa di Ccfr, Assicop, Cormo e Coopservice con un obiettivo: ristrutturare aziende in difficoltà. In Par.Co, che dopo vent’anni nelle mani di Lino Versace dal luglio 2016 è guidata dal presidente Legacoop Emilia Ovest, Andrea Volta, Unieco detiene il 3,31%.

Una partecipazione Unieco risulta anche in Ccpl, pari allo 0,03%. E nel capitolo partecipazioni dell’ex colosso di via Ruini compare anche Si.Crea, per una quota pari all’1,58%, nata dalle ceneri della Cmr e guidata dal vicepresidente Legacoop Emilia Ovest, Luca Bosi. E, soprattutto, “indiziata” proprio dagli ambienti Legacoop per raccogliere dove possibile quanto resta in piedi dei cantieri Unieco.

Altro capitolo, infine, riguarda la cessione dei rami d’azienda, dove i riflettori erano accesi soprattutto sulla divisione Unieco Ambiente, in predicato nei mesi scorsi di essere rilevata da Iren in un’offerta congiunta insieme a Coopservice. Un capitolo, quest’ultimo, sul quale la procedura di liquidazione coatta amministrativa potrebbe aprire prevedibilmente nuovi scenari.
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