Gita a Reggio Emilia? Informazioni in ferie... il turismo è “fai da te”
L’ufficio di via Toschi chiuso anche ieri e il 1° maggio come in tutte le festività. La promozione funziona così
REGGIO EMILIA. Autostrada del Sole in tilt. Code all’ordine del giorno e della notte. Mentre le strade alternative, provinciali e statali, vengono prese d’assalto in un estremo tentativo di raggiungere una qualsiasi spiaggia prima del tramonto. Che siano ponti o semplicemente giornate da bollino nero, date come quelle del 25 aprile e del 1° maggio sono da tradizione sinonimo di gita fuori porta.
Vuoi mai che qualche turista intelligente prima o poi si stanchi di trascorrere la giornata imprecando al volante e punti su qualche meta alternativa? Magari raggiungibile con quell’Alta Velocità che ti porta a destinazione puntualmente senza l’angoscia dell’imprevisto. E, perché no, magari in qualche città ancora assente dalla propria agenda di turista per caso. Come Reggio Emilia, la città dei ponti di Calatrava ma anche quella del Tricolore, degli asili più belli del mondo, dei cappelletti e del bollito, dell’incantevole teatro Valli... e chissà ci sia dell’altro.
Mettiamo che il nostro turista intelligente abbia scelto proprio Reggio Emilia e l’abbia raggiunta a bordo di un Frecciarossa, anzi alla fine abbia preferito Italo. Sceso comunque alla Mediopadana, dopo avere ammirato il genio dell’architetto catalano, immaginiamo il nostro uomo mettersi alla ricerca di un mezzo che lo porti in centro. Autobus o taxi? È fortunato, un taxi sembra essere lì apposta per lui. «In centro, grazie».
Il più sembra fatto. E invece no. Non avendo consultato preventivamente alcuna mappa su Google, pensando che perdersi a Reggio sarà proprio impossibile, senza considerare la proverbiale disponibilità degli emiliani, il nostro turista si mette alla ricerca di un ufficio informazioni. Ferma varie persone per strada, per lo più ragazzini, che di dove sia lo Iat non hanno la minima idea. Finalmente incrocia la persona giusta che gli indica la via che lo porterà nel posto giusto: lì potrà avere cartine, consigli, indicazioni, insomma il tour potrà iniziare. Le indicazioni sono perfette: via Toschi 1/b.
Il portone, però, è chiuso. E un cartello parla chiaro: chiuso il 25 Aprile e il 1° maggio. Oltre a tutte le domeniche, chiaramente. Ora, preferiamo non sapere cosa abbia pensato o detto il nostro turista intelligente: forse, grazie a qualche indicazione ottenuta strada facendo, sarà riuscito a visitare il Palazzo dei Musei, la Galleria Parmeggiani e il Museo del Tricolore, fortunatamente aperti. E poi sarà inesorabilmente finito in qualche clinica gastronomica in grado di dare un senso alla giornata.
Qualche mese fa, terminate le “visite clandestine” della Gazzetta nei musei reggiani, avevamo stilato un bilancio non proprio esaltante parlando di promozione turistica zoppicante. Ma avevamo anche rivolto alcune domande al sindaco nonchè assessore alla cultura Luca Vecchi. Che, nelle sue risposte, aveva puntato tutto su due concetti: primo, nei musei reggiani l’accesso ai visitatori è gratuito perché la cultura non deve essere a pagamento; secondo, i turisti oggi nove volte su dieci si informano sul proprio tablet o smartphone. Quindi, poco importa se l’ufficio informazioni turistiche sia in centro storico e non nelle immediate vicinanze degli “arrivi” turistici.
Ora, però, si va oltre. Lo Iat, abbiamo capito, va benissimo anche in centro. Ma un piccolo particolare può fare la differenza: aperto o chiuso?
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