Ivano Vacondio dona 30mila euro al Grade
Reggio Emilia, l’imprenditore-allenatore aderisce al progetto Pet Puzzle per ringraziare chi lo ha curato salvandogli la vita: “Quando si passa attraverso prove così dure, ci si sente più disponibili verso gli altri e l’aver fatto questo gesto mi ha fatto sentire bene”
REGGIO EMILIA. «Quando si passa attraverso prove così dure, ci si sente più disponibili verso gli altri e l’aver fatto questo gesto mi ha fatto sentire bene. Mi sento meglio con me stesso e non perché sia stato un atto dovuto, ma perché in quel reparto ho incontrato gente straordinaria per professionalità e umanità a cui voglio dire ancora grazie».
A parlare è Ivano Vacondio, al quale nel 2000 è stata diagnostica una forma di leucemia linfatica vinta grazie alle terapie a cui è stato sottoposto nel Reparto di Ematologia del Santa Maria Nuova e che nei giorni scorsi ha fatto una donazione di 30mila euro al Grade. La donazione è stata fatta per sostenere il progetto Pet Puzzle, per l’acquisto di uno strumento all’avanguardia in grado di individuare precocemente i tumori, e di valutarne con precisione dimensione e localizzazione. È stata una nuova, ennesima partita quella del patron della Molini Industriali spa, di cui Vacondio è amministratore delegato, conosciuto al di fuori dal mondo imprenditoriale per la sua passione per il calcio e per essere da tempo uno degli allenatori più stimati e vincenti nel panorama del calcio dilettantistico reggiano.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15254047:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/la-cena-di-natale-del-grade-intervista-al-dottor-francesco-merli/67172/67526]]
Ivano Vacondio non solo ha ripreso a tempo pieno la sua attività professionale e di presidente nazionale del settore molitorio di Confindustria, ma ha ripreso a calcare i campi di calcio.
«Nel 2000, dopo aver avuto questa diagnosi terribile – racconta – mi sono guardato intorno e poi mi sono affidato ai medici dell’ospedale reggiano, dove ho incontrato gente straordinaria che vive praticamente in reparto, con una disponibilità, una professionalità e una carica umana incredibile. C’è stato un medico che è venuto a casa mia di domenica per vedere come stavo. Gli autografi andrebbero chiesti a loro e se oggi sto bene lo devo a loro. La ragione per la quale ho reso pubblico questo mio gesto è quello di rendere partecipe chi oggi soffre e sta vivendo la mia esperienza che si può guarire. Sono sei anni che sto bene e che sono tornato alla normalità. Il mio gesto è stato quasi un bisogno fisico di fare qualcosa e dare un messaggio positivo a coloro che in questo momento stanno lottando per dire loro che si può uscire».
Vacondio guarda avanti e dice: «Sono attivissimo, la mia giornata è piena e ho ancora qualche sogno nel cassetto. Ci vuole anche fortuna e la mia è stata quella di trovare persone come il dottor Luciano Masini e la dottoressa Fiorella Ilariucci, ai quali penso sempre con immensa gratitudine, che mi hanno curato ma che hanno saputo anche essere psicologi».
«La donazione di Ivano Vacondio – commenta il Grade – fa compiere un ingente passo in avanti alla raccolta fondi. Con 300 pezzi, il traguardo finale dei 2 milioni di euro da raccogliere si avvicina e ora abbiamo superato quota 300mila euro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
