La Resistenza è anche... vegana
In 400 alle Cucine del Popolo di Massenzatico: oltre ai cappelletti antifascisti, speciali piatti tricolore
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Quasi 400 persone insieme, dall’Italia e dalla Germania, impegnate con cappelletti, bolliti, zuppa inglese o piatti tricolori serviti da decine di volontari. Come ormai da diversi anni a questa parte, il 25 aprile delle Cucine del Popolo di Massenzatico si conferma uno dei principali appuntamenti “storico-gastronomici” del territorio reggiano, con diverse iniziative spalmate nel corso della giornata e il pranzo a base di cappelletti come culmine. La festa è iniziata alle 10 nella zona del circolo La Paradisa a Massenzatico con banchetti, giochi per bimbi, musica, e un dibattito sulla Resistenza in Spagna. Alle 13, il trasferimento in massa a poche decine di metri di distanza, al teatro Artigiano di Massenzatico, nell’area dove oltre un secolo fa Camillo Prampolini volle costruire la prima casa del popolo della storia italiana.
Il teatro e gli spazi a fianco sono stati riempiti da tavolate, con circa 370 persone sedute. In gran parte italiani, ma pure la presenza tedesca era forte, con un centinaio di ragazze e ragazzi arrivati dalla Germania nei giorni scorsi per partecipare ai Sentieri Partigiani di Istoreco, e giunti a Massenzatico per l’ultimo atto della festa.
Il menù ha rispettato la tradizione reggiana alla lettera, con cappelletti in brodo – preparati a decine di migliaia, e rigorosamente a mano, dal pesto all’impasto, dalle rezdore della zona – abbinati ai bolliti con le immancabili salsine verdi e rosse e a bottiglie di lambrusco della pedecollina. Come dolce, un altro grande classico intramontabile, la zuppa inglese. Tutto molto reggiano e pure tutto molto apprezzato, visto che il bis dei cappelletti ha generato gli applausi dei presenti.
Per far fronte alle richieste di vegetariani e vegani (numerosi soprattutto nella delegazione tedesca), le cuoche di Massenzatico hanno anche predisposto un’alternativa tricolore, a base di verdure, riso e frutta, con piatti che hanno cercato di ricreare anche visivamente gli abbinamenti della bandiera italiana. Terminato il lungo pranzo con canti partigiani e politici, il pomeriggio delle Cucine del Popolo ha ripreso vita di nuovo al circolo La Paradisa, che ha ospitato diversi concerti e le performance di due volti notissimi reggiani, Cecio e Stefano Raspini, impegnati nelle loro classiche performance. A sera, poi il gran finale non poteva che riportare tutti quanti a tavola, per la cena con la “pastasciutta del partigiano” e i saluti e gli arrivederci al 2018. (adr.ar.)
Il teatro e gli spazi a fianco sono stati riempiti da tavolate, con circa 370 persone sedute. In gran parte italiani, ma pure la presenza tedesca era forte, con un centinaio di ragazze e ragazzi arrivati dalla Germania nei giorni scorsi per partecipare ai Sentieri Partigiani di Istoreco, e giunti a Massenzatico per l’ultimo atto della festa.
Il menù ha rispettato la tradizione reggiana alla lettera, con cappelletti in brodo – preparati a decine di migliaia, e rigorosamente a mano, dal pesto all’impasto, dalle rezdore della zona – abbinati ai bolliti con le immancabili salsine verdi e rosse e a bottiglie di lambrusco della pedecollina. Come dolce, un altro grande classico intramontabile, la zuppa inglese. Tutto molto reggiano e pure tutto molto apprezzato, visto che il bis dei cappelletti ha generato gli applausi dei presenti.
Per far fronte alle richieste di vegetariani e vegani (numerosi soprattutto nella delegazione tedesca), le cuoche di Massenzatico hanno anche predisposto un’alternativa tricolore, a base di verdure, riso e frutta, con piatti che hanno cercato di ricreare anche visivamente gli abbinamenti della bandiera italiana. Terminato il lungo pranzo con canti partigiani e politici, il pomeriggio delle Cucine del Popolo ha ripreso vita di nuovo al circolo La Paradisa, che ha ospitato diversi concerti e le performance di due volti notissimi reggiani, Cecio e Stefano Raspini, impegnati nelle loro classiche performance. A sera, poi il gran finale non poteva che riportare tutti quanti a tavola, per la cena con la “pastasciutta del partigiano” e i saluti e gli arrivederci al 2018. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
