Morto Urlotti, vicepresidente Ggev
Scandiano: la guardia ecologica aveva 64 anni. Stamattina il funerale ad Arceto
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SCANDIANO. Si svolgerà stamani alle 9.30 con partenza dall'obitorio dell'ospedale Magati di Scandiano, il funerale di Ermanno Urlotti, il vice presidente del Raggruppamento Ggev (Guardie giurate ecologiche volontarie) di Reggio Emilia morto lunedì all'età di 64 anni dopo una breve ma inesorabile malattia. Urlotti lascia la moglie e una figlia.
La cerimonia funebre è prevista nella chiesa parrocchiale di Arceto, il paese dove Urlotti abitava. Prima di andare in pensione aveva lavorato per molti anni come autista degli scuolabus del Comune di Casalgrande e poi come ausiliario del traffico sempre a Casalgrande.
«Da dieci anni era entrato a far parte della nostra associazione – ricorda Maria Luisa Borrettini, presidente delle Ggev reggiane – e da subito si sono rivelate preziose le sue competenze di vigilanza maturate nell’ambito della sua vita professionale. Ermanno era un volontario attivo nella vigilanza, insieme ai suoi colleghi di zona, nei territori di Rubiera, Casalgrande, Scandiano ma anche Albinea. Operava con assiduità e rispetto sia nei confronti dei cittadini che nella collaborazione con gli enti pubblici».
Borrettini così prosegue nel ricordare lo scomparso: «Le sue doti di equilibrio e di analisi rigorosa dei problemi ci hanno aiutato tante volte ed è per questo che era diventato da molti anni il nostro vicepresidente. Sempre pronto e disponibile a condividere ed aiutare a risolvere i problemi che ogni associazione di volontariato si trova ad affrontare. Il problema era a volte invitarlo a parlare in pubblico o “costringerlo” a farsi avanti, non certo per mancanza di coraggio ma per una forma di gentilezza e buona educazione che sono rare a trovarsi. Infatti ricordiamo le accanite discussioni in Direttivo o le ferme prese di posizione quando c’era da decidere qualcosa. Quando si è chiarito che molte competenze delle Province andavano alle Regioni, è stato il primo a proporre di chiedere un incontro al sottosegretario Andrea Rossi, che prima di questo incarico è stato sindaco di Casalgrande, che poi ci ha ricevuto a Bologna ed a cui abbiamo manifestato le nostre raccomandazioni di procedere con cautela e prudenza, per mantenere in funzione i servizi utili tra cui la vigilanza professionale, che a livello ambientale sarebbe da implementare».
Con cordoglio il presidente aggiunge: «Ermanno ci è mancato in questi pochi mesi di malattia ma non volevamo disturbarlo mentre si curava perchè ci aspettavamo un esito ben diverso. Adesso faremo i conti senza di lui. Certo, l’associazione andrà avanti, anche perché continueremo ad ostinarci a cercare di tutelare l’ambiente dagli inquinamenti. Sono questi i veri nemici di oggi. Non sappiamo chi di noi o dei nostri cari sarà il prossimo ad essere colpito e se ce la farà a vincere: un padre, un figlio, un vecchio o un bimbo. Questi i mali moderni che ci colpiscono, ed ogni famiglia ha i suoi caduti sul campo, caduti in una guerra non dichiarata. Ci stiamo dimenticando – conclude la Borrettini – che oltre alla cura occorre la prevenzione, la precauzione e la vigilanza ambientale. Noi, anche nel ricordo di Ermanno, cercheremo di fare il nostro possibile perché anche una goccia può fare la differenza nel mare del disinteresse».
La cerimonia funebre è prevista nella chiesa parrocchiale di Arceto, il paese dove Urlotti abitava. Prima di andare in pensione aveva lavorato per molti anni come autista degli scuolabus del Comune di Casalgrande e poi come ausiliario del traffico sempre a Casalgrande.
«Da dieci anni era entrato a far parte della nostra associazione – ricorda Maria Luisa Borrettini, presidente delle Ggev reggiane – e da subito si sono rivelate preziose le sue competenze di vigilanza maturate nell’ambito della sua vita professionale. Ermanno era un volontario attivo nella vigilanza, insieme ai suoi colleghi di zona, nei territori di Rubiera, Casalgrande, Scandiano ma anche Albinea. Operava con assiduità e rispetto sia nei confronti dei cittadini che nella collaborazione con gli enti pubblici».
Borrettini così prosegue nel ricordare lo scomparso: «Le sue doti di equilibrio e di analisi rigorosa dei problemi ci hanno aiutato tante volte ed è per questo che era diventato da molti anni il nostro vicepresidente. Sempre pronto e disponibile a condividere ed aiutare a risolvere i problemi che ogni associazione di volontariato si trova ad affrontare. Il problema era a volte invitarlo a parlare in pubblico o “costringerlo” a farsi avanti, non certo per mancanza di coraggio ma per una forma di gentilezza e buona educazione che sono rare a trovarsi. Infatti ricordiamo le accanite discussioni in Direttivo o le ferme prese di posizione quando c’era da decidere qualcosa. Quando si è chiarito che molte competenze delle Province andavano alle Regioni, è stato il primo a proporre di chiedere un incontro al sottosegretario Andrea Rossi, che prima di questo incarico è stato sindaco di Casalgrande, che poi ci ha ricevuto a Bologna ed a cui abbiamo manifestato le nostre raccomandazioni di procedere con cautela e prudenza, per mantenere in funzione i servizi utili tra cui la vigilanza professionale, che a livello ambientale sarebbe da implementare».
Con cordoglio il presidente aggiunge: «Ermanno ci è mancato in questi pochi mesi di malattia ma non volevamo disturbarlo mentre si curava perchè ci aspettavamo un esito ben diverso. Adesso faremo i conti senza di lui. Certo, l’associazione andrà avanti, anche perché continueremo ad ostinarci a cercare di tutelare l’ambiente dagli inquinamenti. Sono questi i veri nemici di oggi. Non sappiamo chi di noi o dei nostri cari sarà il prossimo ad essere colpito e se ce la farà a vincere: un padre, un figlio, un vecchio o un bimbo. Questi i mali moderni che ci colpiscono, ed ogni famiglia ha i suoi caduti sul campo, caduti in una guerra non dichiarata. Ci stiamo dimenticando – conclude la Borrettini – che oltre alla cura occorre la prevenzione, la precauzione e la vigilanza ambientale. Noi, anche nel ricordo di Ermanno, cercheremo di fare il nostro possibile perché anche una goccia può fare la differenza nel mare del disinteresse».
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