Gazzetta di Reggio

Reggio

Nicolini sul palco con Mattarella 

di Serena Arbizzi
Nicolini sul palco con Mattarella 

Il “comandante Diavolo” applaudito come una rock star «Penso ai giovani che si immolarono per la democrazia» 

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CARPI (Modena). È tra i protagonisti indiscussi della resistenza italiana. Un uomo che ha lottato strenuamente per la democrazia e, oltre a combattere con i ricordi terribili della guerra, è stato costretto a convivere con un’ingiusta accusa di omicidio. Lui è Germano Nicolini, alias “comandante Diavolo”, 97 anni, applaudito come una rockstar quando racconta, attingendo direttamente dal suo cuore, il sapore della libertà dopo la guerra. Al “Dievel”, il Consorzio Suonatori Indipendenti ha dedicato una citazione nel pezzo “Linea gotica” e i Modena City Ramblers hanno dedicato la canzone “Al Dievel”ed è stato lui, ieri mattina, a contendersi un ruolo di primo piano sul palco del teatro Comunale insieme a Sergio Mattarella.
Tra il Presidente e il “comandante Diavolo”, accompagnato dalla nipote Francesca, si sono susseguiti abbracci, sorrisi, frasi complici, lunghe strette di mano. Il sindaco di Rio Saliceto Lucio Malavasi, poi, ha consegnato al Presidente un docufilm realizzato dal Comune incentrato sulla figura di Germano Nicolini. «È un onore per me essere in questi stessi luoghi dove oltre 71 anni fa abbiamo combattuto per la libertà del nostro paese - ha dichiarato “Al Dievel” fra standing ovation e sguardi commossi -. Il mio pensiero va a tutti quei giovani che sacrificarono la vita per la democrazia. Io stesso devo la mia vita ad Angiolino Morselli, medaglia d’argento al valor militare che nella battaglia di Fosdondo si immolò per consentire a me che ero ferito di avere la salvezza. Combattere in pianura non permette di avere bastioni naturali di difesa. Ti devi nascondere. Senza il generoso aiuto delle famiglie contadine che ci ospitarono nelle loro case a grave rischio e pericolo delle loro vite la resistenza sarebbe stata annientata in poco tempo. Anche qui a Fossoli nella memoria della nostra gente ci sono storie di sofferenze, di coraggio e solidarietà». Nicolini ha concluso con una citazione che gli sta particolarmente a cuore legata a Giacomo Ulivi, «giovane martire modenese, studente di 19 anni, fucilato nel novembre del 1944 dai tedeschi. Sapendo di andare all’esecuzione, Ulivi scrive agli amici: non siate scoraggiati, dichiarando di non volerne più sapere. Ma pensate che tutto ciò è successo perché non ne avete più voluto sapere. In un momento in cui la democrazia vive tempi difficili portiamo nelle scuole questo monito». Il sindaco Alberto Bellelli che ha iniziato il suo mandato nel 2014 proprio dall’ex Campo di Fossoli, ha espresso gioia per avere avuto insieme sul palco «il comandante Diavolo” e il Presidente della Repubblica insieme».

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