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Reggio Emilia, in manette la banda delle truffe seriali  

di Daniele Montanari
Reggio Emilia, in manette la banda delle truffe seriali  

I tre torinesi nella fuga hanno cercato di investire un militare. Centinaia i colpi ai danni degli anziani

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REGGIO EMILIA. Hanno girato per mesi, forse anni, per le strade della provincia (e non solo) mettendo a segno le truffe più odiose, quelle agli anziani. Centinaia di colpi messi a segno a fra Reggio Emilia, Parma e Modena. Ma la loro corsa è finita sabato a Pavullo, per un colpo fatale nel Modenese.
In manette una famiglia di sinti residente nel Torinese tra Chivasso e Caluso: il 60enne Davide Riviera e i suoi due figli Sandro (37) e Cinziano (22), in azione su una Volvo station wagon nera (con targa contraffatta) già segnalata la settimana scorsa tra Montefiorino e Palagano. Ma prenderli è stata un’impresa da film.
La mobilitazione è scattata verso le 9.30 a fronte di una segnalazione della Volvo a Benedello. Sul posto i carabinieri di Pavullo che si sono avvicinati alla Volvo ferma davanti all’abitazione di un 73enne.
La nuova preda, visto che i truffatori erano già entrati in casa spacciandosi per carabinieri che dovevano controllare del contante sospetto, e lui aveva abboccato.
Visto l’uomo in divisa che si avvicinava, tra i tre è subito scattato l’allarme: tutti in macchina e via sgommando. Puntando dritto al carabiniere, che solo gettandosi a terra ha evitato l’investimento subendo lo stesso escoriazioni e la lesione di un polso (dieci giorni di prognosi).
La banda ha continuato nella sua fuga incontrando poco più avanti altri carabinieri che hanno intimato l’alt. I tre hanno aggirato il posto di blocco e via ancora, mentre i militari si lanciavano all’inseguimento.
Dalla fondovalle però stava salendo un’altra gazzella, che si è messa di traverso a 200 metri circa dall’incrocio seguente. I tre fuggiaschi hanno tentato di scansare anche questa, ma hanno perso il controllo della Volvo per un dosso e sono usciti di strada schiantandosi tra un terrapieno e un albero. La fuga è continuata nei campi, ma solo per pochi metri perché poi sono stati braccati dai carabinieri. A bordo della Volvo anche un flessibile, passamontagna e il necessario per spacciarsi anche per finti tecnici Enel. Sono stati arrestati in concorso per tentata truffa, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale continuata, contraffazione di documenti (i tesserini con cui si spacciavano per carabinieri e i berretti da baseball con la fiamma dell’Arma) e si sta contestando loro anche una rapina di qualche giorno fa.
Ma si sospetta che abbiano alle spalle una lunga scia di episodi, magari neppure tutti denunciati. La famiglia dei Riviera è nota alle cronache di mezza Italia per diversi altri episodi criminosi da Torino in giù. Processati per direttissima, i tre hanno chiesto i termini a difesa, ma gli arresti sono stati tutti convalidati.

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