Roncolo, una via a Lidia Valeriani
Dedicata a Quattro Castella una strada nel nome della staffetta morta nel 2014
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QUATTRO CASTELLA. Una Festa di Liberazione all’insegna delle donne quella organizzata dal Comune e dall’Anpi di Quattro Castella. Il primo gesto concreto in questo senso si è tenuto in mattinata con l’intitolazione di una via di Roncolo alla memoria di Lidia Valeriani, staffetta partigiana con il nome di Aurora, medaglia d’argento al valore militare, nata a Montecavolo e scomparsa nel 2014.
Alla presenza dei figli Mauro e Silvano, e della nipote Federica, il sindaco Andrea Tagliavini ha scoperto la targa della strada, situata sulle prime colline di Roncolo. Con loro anche la consigliera regionale Roberta Mori e il presidente dell’Anpi di Quattro Castella Giorgio Romani. «Siamo sicuri che Lidia sarebbe stata felice di questa collocazione – ha detto Fiorella Ferrarini, vicepresidente provinciale Anpi – queste colline l’hanno vista protagonista insieme ad altre donne staffette e partigiane a difendere con coraggio i valori della democrazia».
Donne protagoniste anche nei discorsi ufficiali. A cominciare da quello del sindaco Tagliavini. «Vogliamo che il 25 aprile di quest’anno – ha detto il sindaco nel suo discorso a Puianello – sia dedicato a tutte le donne che con enormi sacrifici hanno sostenuto la Liberazione e la crescita Paese. Abbiamo celebrato i 70 anni dal primo voto alle donne, abbiamo ricordato Maria Sassi, prima donna eletta in consiglio e abbiamo ora una strada che porta il nome di Lidia Valeriani, simbolo di quelle donne, staffette e partigiane, e nel dopo guerra anima delle lotte per i diritti di cui oggi godiamo”.
Il sindaco ha ricordato anche le donne del 2017. «Quelle che, ancora oggi, si trovano sotto i bombardamenti con i loro figli ad Aleppo, quelle che percorrono chilometri per riempiere taniche di acqua laddove l’acqua non c’è, quelle che subiscono l’infibulazione in Africa, quelle stuprate, rapite e vendute da Islamic State». Come Malala Yusfazai, pakistana, premio Nobel per la pace. O come Gessica Notaro di Rimini, simbolo di tutte le donne sfregiate della loro bellezza e picchiate da compagni o mariti violenti. «A tutte loro – ha concluso Tagliavini – dobbiamo un immenso grazie. Il mondo potrà diventare migliore e meno violento grazie alle donne».
Alla presenza dei figli Mauro e Silvano, e della nipote Federica, il sindaco Andrea Tagliavini ha scoperto la targa della strada, situata sulle prime colline di Roncolo. Con loro anche la consigliera regionale Roberta Mori e il presidente dell’Anpi di Quattro Castella Giorgio Romani. «Siamo sicuri che Lidia sarebbe stata felice di questa collocazione – ha detto Fiorella Ferrarini, vicepresidente provinciale Anpi – queste colline l’hanno vista protagonista insieme ad altre donne staffette e partigiane a difendere con coraggio i valori della democrazia».
Donne protagoniste anche nei discorsi ufficiali. A cominciare da quello del sindaco Tagliavini. «Vogliamo che il 25 aprile di quest’anno – ha detto il sindaco nel suo discorso a Puianello – sia dedicato a tutte le donne che con enormi sacrifici hanno sostenuto la Liberazione e la crescita Paese. Abbiamo celebrato i 70 anni dal primo voto alle donne, abbiamo ricordato Maria Sassi, prima donna eletta in consiglio e abbiamo ora una strada che porta il nome di Lidia Valeriani, simbolo di quelle donne, staffette e partigiane, e nel dopo guerra anima delle lotte per i diritti di cui oggi godiamo”.
Il sindaco ha ricordato anche le donne del 2017. «Quelle che, ancora oggi, si trovano sotto i bombardamenti con i loro figli ad Aleppo, quelle che percorrono chilometri per riempiere taniche di acqua laddove l’acqua non c’è, quelle che subiscono l’infibulazione in Africa, quelle stuprate, rapite e vendute da Islamic State». Come Malala Yusfazai, pakistana, premio Nobel per la pace. O come Gessica Notaro di Rimini, simbolo di tutte le donne sfregiate della loro bellezza e picchiate da compagni o mariti violenti. «A tutte loro – ha concluso Tagliavini – dobbiamo un immenso grazie. Il mondo potrà diventare migliore e meno violento grazie alle donne».
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