Vendeva cocaina nei locali: preso “Nino”
di Ambra Prati
Ai domiciliari Antonino Grassia, 58 anni. Lo spaccio durava da due anni. I carabinieri hanno rintracciato uno per uno i clienti
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SCANDIANO. All’anagrafe disoccupato, di fatto venditore di stupefacenti specializzato nel settore della cocaina, che smerciava vicino ai locali pubblici. Nell’ambito di una mirata indagine antidroga che ha documentato centinaia e centinaia di cessioni di stupefacenti e ricostruito un biennio di spaccio, i carabinieri della Tenenza di Scandiano hanno arrestato Antonino Grassia, 58 anni, siciliano residente a Reggio Emilia, con l’accusa di spaccio di stupefacenti aggravato dalla continuazione del reato.
L’indagine ha preso il via alla fine del mese di novembre dello scorso anno, quando i carabinieri hanno appreso che un siciliano residente in città era dedito allo spaccio di cocaina nell’area del distretto ceramico. Nessuno sapeva la sua vera identità: per tutti era “Nino”, il nome d’arte che aveva dato ai suoi clienti, assieme al numero di cellulare al quale doveva essere contattato per la compravendita degli stupefacenti.
Per non essere beccato, il pusher adottava alcune precauzioni: cambiava continuamente i luoghi di consegna e, per non dare nell’occhio, preferiva incontrare i clienti sia all’interno che all’esterno di locali pubblici, assicurando anche consegne a domicilio.
Individuato il presunto pusher, i carabinieri sono risaliti all’utenza telefonica utilizzata per i contatti con i clienti. Dall’utenza, gli investigatori sono risaliti a quelli di numerosi clienti, ciascuno di loro sentito dai carabinieri.
Questa laboriosa indagine ha permesso di ricostruire l’attività di spaccio compiuta a favore di giovani reggiani, che hanno dichiarato di aver comprato in diverse occasioni cocaina da colui che conoscevano come “Nino”. Lo spacciatore è stato poi riconosciuto con apposite sedute di individuazione fotografica. La certosina indagine ha portato a ricostruire centinaia di cessioni di stupefacenti fatte negli ultimi due anni, per un business stimato in svariate migliaia di euro.
Sulle prove raccolte dai carabinieri di Scandiano ha concordato il Tribunale di Reggio: il gip, accogliendo le richieste avanzate dal sostituto procuratore Giacomo Forte, ha emesso a carico di Grassia un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari, provvedimento che l’altro pomeriggio è stato eseguito dai carabinieri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’indagine ha preso il via alla fine del mese di novembre dello scorso anno, quando i carabinieri hanno appreso che un siciliano residente in città era dedito allo spaccio di cocaina nell’area del distretto ceramico. Nessuno sapeva la sua vera identità: per tutti era “Nino”, il nome d’arte che aveva dato ai suoi clienti, assieme al numero di cellulare al quale doveva essere contattato per la compravendita degli stupefacenti.
Per non essere beccato, il pusher adottava alcune precauzioni: cambiava continuamente i luoghi di consegna e, per non dare nell’occhio, preferiva incontrare i clienti sia all’interno che all’esterno di locali pubblici, assicurando anche consegne a domicilio.
Individuato il presunto pusher, i carabinieri sono risaliti all’utenza telefonica utilizzata per i contatti con i clienti. Dall’utenza, gli investigatori sono risaliti a quelli di numerosi clienti, ciascuno di loro sentito dai carabinieri.
Questa laboriosa indagine ha permesso di ricostruire l’attività di spaccio compiuta a favore di giovani reggiani, che hanno dichiarato di aver comprato in diverse occasioni cocaina da colui che conoscevano come “Nino”. Lo spacciatore è stato poi riconosciuto con apposite sedute di individuazione fotografica. La certosina indagine ha portato a ricostruire centinaia di cessioni di stupefacenti fatte negli ultimi due anni, per un business stimato in svariate migliaia di euro.
Sulle prove raccolte dai carabinieri di Scandiano ha concordato il Tribunale di Reggio: il gip, accogliendo le richieste avanzate dal sostituto procuratore Giacomo Forte, ha emesso a carico di Grassia un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari, provvedimento che l’altro pomeriggio è stato eseguito dai carabinieri.
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