Ape Spa, ammortizzatori sociali a rischio
Montecchio, tensione all’assemblea dei 60 lavoratori. Obiettivo la cassa in deroga regionale
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MONTECCHIO. Una riunione «molto tesa e preoccupata», quella svoltasi tra ieri tra i lavoratori Ape nella sede cittadina della Cgil. A rischio, ora che l’azienda è in mano al curatore, sono gli ammortizzatori sociali.
La Ape Spa di via Da Vinci a Montecchio Emilia, azienda leader nel comparto manufatti in cemento per strutture prefabbricate controllata da Unieco, era stata dichiarata fallita lo scorso 24 marzo; il tribunale aveva nominato commissario il dottor Alberto Peroni. I 63 dipendenti, in cassa integrazione straordinaria a zero ore fino ad ottobre 2017 avevano aperto un tavolo istituzionale con Comune di Montecchio e Provincia. Il primo incontro tra tavolo istituzionale, sindacato e commissario si era svolto venerdì scorso. Al dottor Peroni era stato illustrato lo stato dell’arte, in particolare il duplice fronte dell’interessamento di alcuni imprenditori a rilevare parte dell’attività e l’aspetto degli ammortizzatori sociali.
Ieri, nell’assemblea dei lavoratori, la preoccupazione ha riguardato quest’ultimo aspetto. «L’urgenza al momento è cercare di mantenere gli ammortizzatori sociali – spiega Mauro Livi, segretario Fillea Cgil che ha presieduto l’incontro –. Ora che l’azienda non esiste più, la Cigs non è più assicurata. Stiamo valutando se c’è la possibilità di avere la cassa integrazione in deroga regionale, il che consentirebbe ai dipendenti di avere qualche mese in più di respiro. L’incognita è che la Regione sta esaurendo il fondo per la cassa in deroga: perciò sindacato e Provincia si sono attivate per verificare se questa strada è percorribile. Anche perché, se un interessamento si concretizzerà, la possibilità occupazionale potrà riguardare solo una parte di lavoratori, senza dubbio non tutti; perciò quattro mesi in più dello strumento ammortizzatori per chi resterà escluso diventa ancor più importante». (am.p.)
La Ape Spa di via Da Vinci a Montecchio Emilia, azienda leader nel comparto manufatti in cemento per strutture prefabbricate controllata da Unieco, era stata dichiarata fallita lo scorso 24 marzo; il tribunale aveva nominato commissario il dottor Alberto Peroni. I 63 dipendenti, in cassa integrazione straordinaria a zero ore fino ad ottobre 2017 avevano aperto un tavolo istituzionale con Comune di Montecchio e Provincia. Il primo incontro tra tavolo istituzionale, sindacato e commissario si era svolto venerdì scorso. Al dottor Peroni era stato illustrato lo stato dell’arte, in particolare il duplice fronte dell’interessamento di alcuni imprenditori a rilevare parte dell’attività e l’aspetto degli ammortizzatori sociali.
Ieri, nell’assemblea dei lavoratori, la preoccupazione ha riguardato quest’ultimo aspetto. «L’urgenza al momento è cercare di mantenere gli ammortizzatori sociali – spiega Mauro Livi, segretario Fillea Cgil che ha presieduto l’incontro –. Ora che l’azienda non esiste più, la Cigs non è più assicurata. Stiamo valutando se c’è la possibilità di avere la cassa integrazione in deroga regionale, il che consentirebbe ai dipendenti di avere qualche mese in più di respiro. L’incognita è che la Regione sta esaurendo il fondo per la cassa in deroga: perciò sindacato e Provincia si sono attivate per verificare se questa strada è percorribile. Anche perché, se un interessamento si concretizzerà, la possibilità occupazionale potrà riguardare solo una parte di lavoratori, senza dubbio non tutti; perciò quattro mesi in più dello strumento ammortizzatori per chi resterà escluso diventa ancor più importante». (am.p.)
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