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Assegno all’Avis in ricordo di Ido Barbieri 

Assegno all’Avis in ricordo di Ido Barbieri 

Scandiano: a un anno dalla scomparsa, i soldi dei famigliari serviranno per la Casa del donatore

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SCANDIANO . Un anno senza Ido, imprenditore, persona generosa, volontario, appassionato cacciatore. Un anno ricordato con una generosa donazione alla nuova casa dell’Avis.
Il 25 aprile 2016 moriva a 73 anni Ido Barbieri, notissimo volto scandianese, fondatore assieme al fratello Carlo della BMR, una delle principali aziende del territorio, produttrice di impianti e macchine per il settore ceramico e storico sponsor del basket locale.
Per ricordarlo, nei mesi scorsi i suoi famigliari hanno organizzato una raccolta fondi a favore dell’Avis, l’associazione dei donatori di sangue che Barbieri ha sempre sostenuto, in primis come tesserato e donatore. Il 19 marzo scorso i parenti di Barbieri – la moglie Maria, i figli Cinzia e Daniele e la nipotina Noemi – hanno consegnato al presidente dell’Avis di Scandiano ben duemila euro da destinare al progetto della Casa del donatore, alla presenza del presidente del consiglio comunale Matteo Caffettani. La Casa del donatore sarà una struttura dove troveranno sede le varie associazioni donatrici della zona e dove ci saranno strutture attrezzate per prelievi e esami. I lavori dovrebbero prendere il via nei prossimi mesi.
«La destinazione dei proventi è stata molto naturale, in quanto mio marito è stato donatore Avis fino a quando è stato possibile. L’inizio dei lavori è stato ritardato, ma dovrebbero partire il prossimo mese di giugno», racconta Maria Barbieri. La donazione è frutto del coinvolgimento di tante persone. «Gli amici ricordano sempre Ido come una persona doi gran cuore con la quale confrontarsi in modo piacevole – aggiunge Maria –. E, ad un anno di distanza, voglio ringraziare, con affetto, tutte le persone che ci sono state vicine dimostrando sempre tantissimo affetto; grazie al loro contributo, è stato possibile raccogliere e consegnare la somma donata».
Ido Barbieri era una persona di grande energia e dai molti interessi; anche dopo essere andato in pensione era rimasto molto attivo, dedicandosi in particolare alla caccia. Era diventato il gestore del quagliodromo di Casalgrande Alto e il capo area per la caccia di selezione agli ungulati dell’Atc3, l’ambito di caccia della collina reggiana. (adr.ar.)

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