Schianto in auto, muoiono due ventenni nel mantovano
Una delle vittime è Angelo Rossi, originario della Bassa reggiana: era alla guida della Fiat Punto uscita di strada. Al suo fianco c'era Matteo Fiaccadori che studiava musica a Reggio Emilia
CORREGGIOL’auto che sbanda sulla destra e poi finisce contro un albero. Tragedia della strada nella tarda serata di mercoledì quando la Fiat Punto condotta da Angelo Rossi, ventenne nato a Correggio e residente a Quistello (Mantova), si schianta in un fossato sulla strada provinciale ex 496 Virgiliana. A bordo, oltre al conducente morto all’istante, anche l’amico Matteo Fiaccadori, anche lui ventenne di Quistello, che morirà dopo il trasporto in eliambulanza all’ospedale di Brescia, e Yassin Rafia, 21enne anch’egli di Quistello che, medicato all’ospedale di Mantova, non è in pericolo di vita.
Una serata fra amici finita in tragedia, che getta nello sconforto due famiglie, accomunate da un tragico destino e attorno alle quali si è stretto il paese di Quistello, ammutolito come Correggio. Rossi, studente di Filosofia all’Università di Ferrara, era stato candidato sindaco lo scorso anno e oggi guidava come capogruppo in consiglio comunale la lista Cambia Quistello, appoggiata dal Pd. L’amico Matteo, che abitava a poche centinaia di metri, era chitarrista del gruppo musicale Silenzio Profondo e studente dello stesso strumento a Reggio Emilia. Yassin era operaio alla Top Vision nell’area artigianale di Quistello.
Tutto inizia nella serata di mercoledì. «Mio fratello stava per andare a letto, erano passate le 22 – racconta la sorella di Yassin, Houda, 18 anni –. Sono venuti a casa i suoi amici, Angelo e Matteo, per chiedere se andava a fare un giro. Mia madre non voleva perché il giorno dopo Yassin doveva andare a lavorare. Ma hanno insistito dicendo che sarebbero tornati presto».
La Punto di Rossi si avvia verso Poggio Rusco. A fianco del guidatore c’è Fiaccadori, dietro Yassin. Piove a dirotto quando l’auto affronta la serpentina di curve che dopo Dragoncello conduce nel Ferrarese. Non è chiaro dove i giovani fossero diretti, forse a una festa a Sermide.
All’altezza dell’incrocio con via Mottella, la provinciale fa una curva a sinistra. Il fondo stradale è dissestato e scivoloso per la pioggia. Il ciglio della strada è stretto e ribassato rispetto al piano stradale. Uno “scalino” che forse potrebbe avere influito sulla tenuta di strada. Sull’asfalto non ci sono tracce di frenata. Non ci sono testimoni. Le ipotesi al vaglio dei carabinieri di Poggio Rusco restano aperte: lo scoppio di uno pneumatico, un’improvvisa sbandata, oppure le ruote che finiscono sul ciglio destro e perdono aderenza mentre lo scalino rappresentato dell’asfalto impedisce di rimettersi in carreggiata.
Quello che è certo è che l’auto finisce col muso nel fosso, si mette di traverso e finisce contro una pianta di robinia che cresce dal fossato. L’auto si impenna lateralmente e la capotte si schianta contro il tronco, sul quale resteranno segni a circa due metri d’altezza. Dentro rimangono i due occupanti davanti: Rossi, deceduto sul colpo, e Fiaccadori. L’eliambulanza lo porterà agli Ospedali civili di Brescia dove morirà in nottata.
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