Credem paga agli azionisti una cedola da 50 milioni
In tre anni salgono a 150 milioni di euro i dividendi distribuiti dall’istituto Il presidente Ferrari: «Abbiamo reagito a uno scenario economico complesso»
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REGGIO EMILIA. Il 17 maggio gli azionisti del Credem - famiglia Maramotti in testa - passeranno all’incasso. A loro andrà il monte dividendi, pari a 49,7 milioni di euro, cifra simile a quella dell’anno scorso. Una vena aurifera di questi tempi, soprattutto per una banca di medio taglio che naviga in acque più tranquille anche rispetto ai colossi del settore. Anche quest’anno, quindi, gli azionisti del Credito Emiliano hanno messo il sigillo a un anno ricco di soddisfazioni e utili. L’assemblea degli azionisti della banca reggiana, presieduta da Giorgio Ferrari, ha approvato ieri in sede ordinaria il bilancio 2016 confermando la distribuzione di un dividendo di 0,15 euro per azione, stabile rispetto al precedente esercizio. «I risultati del 2016 dimostrano la capacità dell’istituto di reagire con forza e determinazione alle avversità di uno scenario economico estremamente complicato», ha dichiarato Giorgio Ferrari, presidente Credem. «Attenzione alla qualità dell’attivo ed investimenti su persone e tecnologia hanno infatti permesso l’aumento delle quote di mercato e l’allargamento della clientela, fornendo un concreto sostegno all’economia del Paese», continua Ferrari. «I livelli di redditività e solidità conseguiti, in virtù di una strategia di crescita per linee interne e senza aumenti di capitale negli ultimi nove anni, hanno garantito anche per il 2016 un significativo dividendo agli azionisti per un totale monte dividendi di circa 50 milioni di euro che salgono a circa 150 milioni negli ultimi tre anni. Tutto questo ci consente di puntare con rinnovato entusiasmo ad obiettivi ancora più ambiziosi, continuando a creare valore nel tempo», conclude Ferrari.
Nel 2016 sono state confermate una solidità e una qualità dell’attivo ai vertici del sistema; il Cet1 Ratio si è attestato a 13,15%, quasi il doppio del livello minimo assegnato da Bce (Srep) pari al 6,75%. Inoltre, il gruppo ha continuato a sostenere l’economia nazionale con prestiti a famiglie ed imprese che sono in crescita del 4,6% (con un’overperformance di oltre 4 punti rispetto al sistema). La raccolta complessiva da clientela ammonta a 63 miliardi di euro, in crescita del 7,6%. Inoltre, sono stati acquisiti 112 mila nuovi clienti. L’utile netto consolidato nel 2016 è pari a 131,9 milioni di euro dopo aver accantonato oltre 37 milioni di euro, al lordo dell’effetto fiscale, ai fondi di salvataggio nazionali ed europei. (e.l.t.)
Nel 2016 sono state confermate una solidità e una qualità dell’attivo ai vertici del sistema; il Cet1 Ratio si è attestato a 13,15%, quasi il doppio del livello minimo assegnato da Bce (Srep) pari al 6,75%. Inoltre, il gruppo ha continuato a sostenere l’economia nazionale con prestiti a famiglie ed imprese che sono in crescita del 4,6% (con un’overperformance di oltre 4 punti rispetto al sistema). La raccolta complessiva da clientela ammonta a 63 miliardi di euro, in crescita del 7,6%. Inoltre, sono stati acquisiti 112 mila nuovi clienti. L’utile netto consolidato nel 2016 è pari a 131,9 milioni di euro dopo aver accantonato oltre 37 milioni di euro, al lordo dell’effetto fiscale, ai fondi di salvataggio nazionali ed europei. (e.l.t.)
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