Gazzetta di Reggio

Reggio

Due denunciati per furto di rame 

Due denunciati per furto di rame 

Boretto, sorpresi dai carabinieri mentre rubavano i cavi in via Argine

2 MINUTI DI LETTURA





BORETTO. Intorno alle 19 di mercoledì scorso sono entrati in un edificio in via Argine per fare razzia di rame. Per trafugare il prezioso “oro rosso” hanno sfilato i cavi dai quadri dell’impianto elettrico e hanno cominciato ad accatastarli per portarli all’esterno. Nel bel mezzo del furto, un 35enne originario di Parma e un sardo 60enne, entrambi incensurati e residenti a Boretto, sono stati fermati da una pattuglia dei carabinieri della stazione di Boretto, allertati da alcuni cittadini che sentivano forti rumori provenire dall’interno dello stabile comunale in disuso.
I due ladri non hanno opposto resistenza e non hanno tentato di fuggire: hanno ammesso di essere entrati nell’edificio per rubare i cavi elettrici e, dopo averli sguainati, rivendere il rame. Per questo sono stati fermati, condotti in caserma e quindi denunciati per concorso in tentato furto aggravato alla procura reggiana.
Due denunce che potrebbero presto portare a un’importante svolta nelle indagini che da tempo i carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia stanno conducendo sui furti di “oro rosso”. I militari sono impegnati infatti in una complessa indagine per risalire all’intera filiera di un fenomeno che anche nel reggiano sta assumendo dimensioni rilevanti e preoccupanti
Quello dei furti di rame è un reato legato al fiorente mercato che vede i ladruncoli rivendere la refurtiva a compiacenti ricettatori, solitamente rottamai. A fare il vero affare sono proprio questi ultimi che acquistano a prezzi stracciati per poi riciclare e immettere sul mercato “regolare” il così detto oro rosso che garantisce guadagni pari a circa 8 euro per ogni chilo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google