«Legacoop ci rimborsi almeno metà del prestito»
di Enrico Lorenzo Tidona
È la richiesta del comitato dei soci Unieco, che solidarizzano anche con Coopsette «Le risorse per fronteggiare la situazione si possono e si devono trovare»
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REGGIO EMILIA. I 450 posti di lavoro spariti nel giro di un paio d’anni difficilmente saranno salvati. Resta però il prestito sociale, 12 milioni di euro, che i soci prestatori di Unieco reclamano a gran voce. In mezzo, però, c’è la liquidazione coatta seguita al crac della cooperativa di costruzioni, sulla quale i soci intervengono nel primo comunicato ufficiale del comitato formatosi due giorni fa. «Legacoop Emilia Ovest si attivi immediatamente dando un primo segnale tangibile, intervenendo a favore dei soci prestatori di Unieco e Coopsette, rimborsando loro almeno il 50% dell’importo del prestito alla cooperativa, a titolo di acconto, cosi come si era inizialmente impegnata a fare, per la cooperativa Muratori Reggiolo e per Orion, integrando della differenza i soci di, queste cooperative, che hanno già ottenuto il 40%, oppure, garantendo almeno, il rimborso di un importo percentualmente analogo, sempre a titolo di acconto». Fatti i conti, il 50% per Unieco vale circa 6 milioni di euro (su un passivo di oltre 600 milioni) mentre per Coopsette vale 5 milioni di euro (su un passivo di 790 milioni).
Il presidente Andrea Volta ha ribadito mercoledì che i soldi non ci sono anche a causa dei precedenti interventi per i crac di Cmr e Orion. I soci chiedono però uno sforzo ulteriore . E lo fanno alla vigilia dell’incontro in Regione di oggi. Un tavolo tecnico con i sindacati e l’assessore Palma Costi, insieme al commissario di Unieco, Corrado Baldini. Nella premessa i soci ringraziano Legacoop, il vescovo Massimo Camisasca, senza scordare politica e sindaci, così come sindacati e Federconsumatori e lanciano strali contro la stampa locale e non. Salvo poi fissare gli «obiettivi primari che sono e rimangono quelli del prestito e dei crediti da lavoro, quali stipendi, contributi arretrati, e Trf, pronunciamenti e azioni». Anche per questo, dicono, «le risorse economiche per fronteggiare la situazione, si possono e si devono trovare senza compromettere gli equilibri patrimoniali del sistema cooperativo reggiano, ovvero le altre realtà cooperative in prima persona, ma attingendo a quei fondi accumulati negli anni e sicuramente presenti all'interno della cooperazione stessa. Risorse che, se da un lato vanno preferibilmente e giustamente, destinate allo sviluppo, devono però anche poter essere utilizzabili, almeno in parte, per situazioni di crisi, o per ristorare il danno subito da soci lavoratori e sovventori, le cui cooperative di appartenenza, hanno nel passato, peraltro contribuito in misura determinante a formare quelle risorse. Non di secondaria importanza è il tema dell’occupazione, che deve essere affrontato con determinazione e solerzia, per cercare di garantire nel minor tempo possibile una soluzione a tutti quei soci e non che hanno perso il posto di lavoro, per ridare loro una dignità».
Il presidente Andrea Volta ha ribadito mercoledì che i soldi non ci sono anche a causa dei precedenti interventi per i crac di Cmr e Orion. I soci chiedono però uno sforzo ulteriore . E lo fanno alla vigilia dell’incontro in Regione di oggi. Un tavolo tecnico con i sindacati e l’assessore Palma Costi, insieme al commissario di Unieco, Corrado Baldini. Nella premessa i soci ringraziano Legacoop, il vescovo Massimo Camisasca, senza scordare politica e sindaci, così come sindacati e Federconsumatori e lanciano strali contro la stampa locale e non. Salvo poi fissare gli «obiettivi primari che sono e rimangono quelli del prestito e dei crediti da lavoro, quali stipendi, contributi arretrati, e Trf, pronunciamenti e azioni». Anche per questo, dicono, «le risorse economiche per fronteggiare la situazione, si possono e si devono trovare senza compromettere gli equilibri patrimoniali del sistema cooperativo reggiano, ovvero le altre realtà cooperative in prima persona, ma attingendo a quei fondi accumulati negli anni e sicuramente presenti all'interno della cooperazione stessa. Risorse che, se da un lato vanno preferibilmente e giustamente, destinate allo sviluppo, devono però anche poter essere utilizzabili, almeno in parte, per situazioni di crisi, o per ristorare il danno subito da soci lavoratori e sovventori, le cui cooperative di appartenenza, hanno nel passato, peraltro contribuito in misura determinante a formare quelle risorse. Non di secondaria importanza è il tema dell’occupazione, che deve essere affrontato con determinazione e solerzia, per cercare di garantire nel minor tempo possibile una soluzione a tutti quei soci e non che hanno perso il posto di lavoro, per ridare loro una dignità».
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