Manghi: «Così i bilanci non si chiudono»
Ieri un incontro dei presidenti delle Province a Bologna. Manifestazione nazionale a maggio
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REGGIO EMILIA. L’allarme sull’emergenza per i servizi essenziali e la sicurezza dei cittadini causata dai tagli ai bilanci delle Province operati dalla manovra economica del 2015 è stato rilanciato ieri a Bologna dai presidenti di tutte le Province emiliano-romagnole, guidati dal reggiano Giammaria Manghi, riunitisi con il presidente dell’Upi nazionale Achille Variati. Al termine l’incontro con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. «I tre miliardi tagliati dal Governo ai bilanci delle Province nel 2015 sono stati prelievi forzosi – dichiara il presidente Variati – perché hanno inciso direttamente sui servizi e sulla stessa possibilità di garantire la sicurezza dei cittadini. Secondo le rilevazioni della Sose, la società del Ministero dell’economia che stabilisce i fabbisogni standard degli enti locali, questi tagli hanno causato uno squilibrio di 651 milioni per le sola spesa corrente delle funzioni fondamentali. Ora il Governo è costretto a emanare l’ennesimo decreto legge, il terzo in tre anni, per provare a tamponare l’emergenza, ma mette in campo misure insufficienti. Pensiamo alle strade: il decreto stanzia 100 milioni per la manutenzione. In media, ed è una cifra anche al di sotto di quanto davvero servirebbe, le Province spendono 7.000 euro a chilometroi. Considerato che gestiamo 130 mila chilometri di strade, vuol dire che con i 100 milioni previsti dal decreto ne copriamo appena 14mila, il 10% del totale. Apprezziamo che le uniche risorse agli enti locali presenti nel Decreto siano state destinate a Province e Città metropolitane, ma è evidente che queste risorse sono del tutto insufficienti». «Dei 651 milioni di squilibrio di bilancio evidenziati dal Sose, oltre 53 milioni sono delle Province dell’Emilia Romagna. A sanare questo squilibrio, nel decreto legge ci sono 250 milioni – aggiunge il presidente regionale dell’Upi Giammaria Manghi – Siamo molto preoccupati perché si tratta di un contributo insufficiente a far fronte ai reali bisogni delle Province. Auspichiamo pertanto una opportuna e necessaria correzione nell’iter parlamentare del dibattito alla Camera per modificare e migliorare la situazione». «La nostra principale richiesta – concludono Variati e Manghi – è che nel decreto siano assicurate risorse adeguate ad assicurare i servizi e la sicurezza dei cittadini. Stiamo preparando una manifestazione nazionale con i sindaci e i consiglieri comunali a sostegno di queste richieste».
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