Gazzetta di Reggio

Reggio

Nasce il social made in montagna 

Nasce il social made in montagna 

Carpineti, online l’idea di tre reggiani: un’app con messaggi vocali anonimi

2 MINUTI DI LETTURA





CARPINETI. I pareri su film e sui programmi tv, su gossip e fatti del giorno sul cellulare grazie a messaggi vocali, grazie a un’app creata da tre reggiani che vivono nella montagna. Andrea, Gianluca e Daniele hanno creato un’applicazione per smartphone che potrebbe portare a un cambiamento nel modo in cui le persone interagiscono, si confrontano e condividono pensieri e stati d’animo. Si chiama WhatsWrong, richiama una delle app più usate, ossia Whatsapp, e si rifà alla frase “What's Wrong” che in inglese significa “Cos’è che non va?”. L’applicazione è pensata per commentare in tempo reale eventi e notizie.
L’app è scaricabile gratuitamente negli store Apple e Android. Una volta installata permette di scegliere fra vari campi di interesse. Una volta individuato un tema, si può aprire una discussione su un nuovo argomento o commentare le discussioni già avviate, inserendosi nel dibattito. Lo strumento è il “messaggino” vocale, quello che si può registrare normalmente su ogni smartphone e che sempre di più è usato anche con altri strumenti simili, dallo stesso Whatsapp a Facebook. Non è necessario registrarsi per usare Whatswrong, e quindi è possibile partecipare anche in forma anonima, senza lasciare i propri dati personali.
L’idea inziale prende spunto dalla voglia di una radio “diversa”: «Tutto inizia a metà 2016 quando ho cominciato a cercare collaboratori per realizzare l’idea a cui lavoravo da mesi: una radio libera fatta dalle persone», racconta Daniele Bassi. «Dopo alcune collaborazioni poco riuscite, a settembre ho conosciuto Andrea e Gianluca, già titolari di uno studio web, che da tempo lavoravano all’idea di un social di messaggi vocali. La fusione delle idee è stata inevitabile».
La grande novità è quella dei messaggi vocali, uno strumento per alcuni più immediato rispetto al testo, per altri più complesso nelle fasi di registrazione come di ascolto. I creatori della app sono fra chi apprezza: «È comodo ascoltare i commenti piuttosto che leggerli o commentare a voce senza dover scrivere su una tastiera. Esprimere con la voce un sentimento è molto più umano che cercare di scriverlo».
Una delle scelte è quelle di permettere la partecipazione anonima, senza chiedere i dati degli anonimi. «Non dovendo registrarsi, l’utente resta anonimo ed è così più libero di sfogarsi, di dire la propria su un argomento che lo appassiona o di parlare dei problemi che incontra ogni giorno nella sua città», spiegano gli ideatori. Una formula che, però, rischia di trasformare la app in uno “sfogatoio”: « È proprio lo spirito di WhatsWrong: poter dire ciò che realmente si vuole e comunque è sempre vigile il nostro team di controllo, pronto ad intervenire in tempi brevi in caso di segnalazione di abuso». Dettagli sulla app sul sito whatswrongapp.com. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google