Negozi aperti di sera, muro dei sindacati
Bocciata la proposta di Confcommercio. Maramotti: «Bisogna avviare una sperimentazione»
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REGGIO EMILIA. I sindacati di categoria respingono la proposta di Donatella Prampolini, presidente provinciale di Confcommercio, di prolungare l'apertura serale dei negozi del centro storico fino alle 21 nei mesi estivi. Il no giunge al termine di un'assemblea convocata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs per saggiare il parere dei lavoratori direttamente interessati, i quali hanno firmato una lettera aperta indirizzata a Confcommercio e al Comune. Vi si chiede all'associazione dei commercianti di «ritirare la proposta», ai negozianti di «non aderirvi» e a Natalia Maramotti, assessore alla città storica e al commercio, di «prendere una posizione netta contro questa scelta». Le motivazioni sono le stesse che da anni spingono il personale, in gran parte femminile, a battersi contro gli eccessi della liberalizzazione.
«La proposta di Confcommercio - spiegano commesse e commessi - è arrivata senza alcun tipo di coinvolgimento. Da oltre cinque anni, a seguito del decreto che ha liberalizzato totalmente gli orari di apertura delle attività commerciali, la qualità del nostro tempo di vita ha subito un drastico calo. I nostri orari non prevedono più alcuna regola e non possiamo contare su una domenica o un giorno festivo che sia nostro». Ciò che sorprende è la rottura di una sostanziale intesa, che aveva schierato sullo stesso fronte i sindacati e l'associazione dei commercianti nell'opporsi alle aperture durante le feste religiose e civili, dal Natale al Primo Maggio. Ora lo spostamento di un'ora della chiusura serale viene bocciato, benchè compensato dall'uguale ritardo dell'apertura pomeridiana. «La maggioranza dei negozi in cui lavoriamo - sottolineano i lavoratori - non ha personale tale da poter assicurare una equa rotazione e una ripartizione del disagio che deriverebbe da questi orari. Le nostre non sono attività essenziali e non è ampliando gli orari dei negozi che si può rivitalizzare il centro storico».
Natalia Maramotti risponde all'appello dei sindacati prospettando un ruolo di mediazione da parte del Comune e criticando l'iniziativa di Confcommercio non nel merito, ma nel metodo: «Penso - spiega l'assessore - che la proposta sia ragionevole. D'estate la gente tende a spostare la frequentazione del centro storico nelle ore serali. E' un tendenza evidenziata dalla diffusione dello happy hour. La cosa più giusta sarebbe aprire un tavolo di negoziazione per avviare una sperimentazione estesa non a tutte le sere, ma, per cominciare, al venerdì. Così si potrebbe saggiare la risposta della clientela. E' interesse sia degli imprenditori sia dei dipendenti aumentare l'attrattività dei negozi. D'altra parte è vero che il mutamento degli orari cambia la vita delle persone. Perciò si deve negoziare. Io sono molto rispettosa delle relazioni tra le parti sociali».(l.s.)
«La proposta di Confcommercio - spiegano commesse e commessi - è arrivata senza alcun tipo di coinvolgimento. Da oltre cinque anni, a seguito del decreto che ha liberalizzato totalmente gli orari di apertura delle attività commerciali, la qualità del nostro tempo di vita ha subito un drastico calo. I nostri orari non prevedono più alcuna regola e non possiamo contare su una domenica o un giorno festivo che sia nostro». Ciò che sorprende è la rottura di una sostanziale intesa, che aveva schierato sullo stesso fronte i sindacati e l'associazione dei commercianti nell'opporsi alle aperture durante le feste religiose e civili, dal Natale al Primo Maggio. Ora lo spostamento di un'ora della chiusura serale viene bocciato, benchè compensato dall'uguale ritardo dell'apertura pomeridiana. «La maggioranza dei negozi in cui lavoriamo - sottolineano i lavoratori - non ha personale tale da poter assicurare una equa rotazione e una ripartizione del disagio che deriverebbe da questi orari. Le nostre non sono attività essenziali e non è ampliando gli orari dei negozi che si può rivitalizzare il centro storico».
Natalia Maramotti risponde all'appello dei sindacati prospettando un ruolo di mediazione da parte del Comune e criticando l'iniziativa di Confcommercio non nel merito, ma nel metodo: «Penso - spiega l'assessore - che la proposta sia ragionevole. D'estate la gente tende a spostare la frequentazione del centro storico nelle ore serali. E' un tendenza evidenziata dalla diffusione dello happy hour. La cosa più giusta sarebbe aprire un tavolo di negoziazione per avviare una sperimentazione estesa non a tutte le sere, ma, per cominciare, al venerdì. Così si potrebbe saggiare la risposta della clientela. E' interesse sia degli imprenditori sia dei dipendenti aumentare l'attrattività dei negozi. D'altra parte è vero che il mutamento degli orari cambia la vita delle persone. Perciò si deve negoziare. Io sono molto rispettosa delle relazioni tra le parti sociali».(l.s.)
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