«Non è possibile, ormai comandano loro»
Lo sfogo e la delusione del titolare: «Non li ferma nessuno perché manca la certezza della pena»
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REGGIO EMILIA. La mattina dopo la spaccata ci rechiamo alla profumeria Franca, pensando in realtà di trovarla chiusa. E invece ci accoglie un cartello che in quattro parole sintetizza la forza d’animo dei titolari e dei dipendenti di questo storico negozio: «Aperti, nonostante i ladri».
Una volta entrati ci accoglie uno dei tre soci della Comar, la ditta parmigiana di forniture all'ingrosso e vendita al dettaglio di grandi marchi di profumeria e cosmetici che, poco tempo fa, ha rilevato il negozio in via Maiella. «Abbiamo acquistato l’attività circa due mesi fa – ci racconta con un sorriso amaro sulla bocca – e adesso ecco qui, guardi cosa hanno fatto. È un dolore grosso, soprattutto economico, i danni saranno molto ingenti. E speriamo che l’assicurazione paghi, dobbiamo ancora capire se deve coprirci quella della profumeria o quella del condominio».
Mentre parla, ci accompagna vicino alla vetrata spaccata dai ladri. Gesticola, indica ora gli scaffali vuoti ora i danni procurati dai malviventi. Ci fa vedere le pedate lasciate dagli uomini della banda sulle mensole e sui vetri interni, nel tentativo di scavalcare per entrare nel locale e raggiungere gli altri profumi. Ma non si inalbera, non alza i toni, non è la rabbia il sentimento prevalente.
Piuttosto, la disillusione: «Sono in piedi dalle 2 di notte, da quando è scattato l’allarme. E abito pure a 50 chilometri da qui. Ma ormai ci siamo abituati, in tanti anni di attività di episodi così ne abbiamo vissuti a bizzeffe. Questi ladri qui non li ferma più nessuno, in Italia manca la certezza della pena. Li prendono e poi che succede? Fanno un giorno di galera se va bene. Ormai in questo Paese comandano loro, non più noi». (l.g.)
Una volta entrati ci accoglie uno dei tre soci della Comar, la ditta parmigiana di forniture all'ingrosso e vendita al dettaglio di grandi marchi di profumeria e cosmetici che, poco tempo fa, ha rilevato il negozio in via Maiella. «Abbiamo acquistato l’attività circa due mesi fa – ci racconta con un sorriso amaro sulla bocca – e adesso ecco qui, guardi cosa hanno fatto. È un dolore grosso, soprattutto economico, i danni saranno molto ingenti. E speriamo che l’assicurazione paghi, dobbiamo ancora capire se deve coprirci quella della profumeria o quella del condominio».
Mentre parla, ci accompagna vicino alla vetrata spaccata dai ladri. Gesticola, indica ora gli scaffali vuoti ora i danni procurati dai malviventi. Ci fa vedere le pedate lasciate dagli uomini della banda sulle mensole e sui vetri interni, nel tentativo di scavalcare per entrare nel locale e raggiungere gli altri profumi. Ma non si inalbera, non alza i toni, non è la rabbia il sentimento prevalente.
Piuttosto, la disillusione: «Sono in piedi dalle 2 di notte, da quando è scattato l’allarme. E abito pure a 50 chilometri da qui. Ma ormai ci siamo abituati, in tanti anni di attività di episodi così ne abbiamo vissuti a bizzeffe. Questi ladri qui non li ferma più nessuno, in Italia manca la certezza della pena. Li prendono e poi che succede? Fanno un giorno di galera se va bene. Ormai in questo Paese comandano loro, non più noi». (l.g.)
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