Nondasola e Uisp insieme dalla parte delle donne
di Luigi Vinceti
Presentato il Progetto Jessica in nome della 17enne uccisa dall’ex fidanzato Oltre la difesa personale, obiettivo essere consapevoli delle proprie potenzialità
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REGGIO EMILIA. Negli ultimi vent’anni sono state circa 4.700 le donne che, nella nostra provincia, si sono rivolte alla onlus Nondasola per denunciare casi di violenza subìta. Solo nel 2016 sono state raccolte 334 segnalazioni delle quali 289 per la prima volta; in pratica quasi una ogni giorno. Con il trend significativo di una ascesa del numero di giovani e giovanissime; e chissà quante altre sono rimaste nel silenzio.
Sono questi i dati forniti da Silvia Iotti, presidente dell’associazione, che aiutano a chiarire l’importanza e l’opportunità della preziosa iniziativa annunciata ieri dall’Uisp. Un programma che verrà sostenuto ed accompagnato da diverse amministrazioni locali e da alcune associazioni sportive. Tutti insieme cercheranno di offrire alle donne suggerimenti e indicazioni di autodifesa e l’attivazione di azioni di prevenzione utili ad affrontare con una certa sicurezza ogni eventuale situazione di pericolo.
La presentazione si è svolta nella residenza municipale cittadina perché – come ha ricordato l’assessore reggiana alle pari opportunità Natalia Maramotti – gli enti territoriali sono consapevoli dell’importanza di offrire risorse perché le donne non si sentano prede vulnerabili, ma diventino consapevoli delle proprie potenzialità. Principi condivisi da Camilla Verona sindaco di Guastalla.
Si tratta di elementi di carattere fisico ma soprattutto di natura psicologica, ha aggiunto poco dopo Franco Biavati responsabile nazionale dell’area discipline orientali: «L’Uisp affronta questo progetto con l’etica del servizio svolto a favore della popolazione più debole». Azio Minardi, responsabile provinciale di Uisp ha quindi citato il contributo che offriranno tre società sportive ed alcuni Comuni reggiani tutti accomunati dal proposito di migliorare la qualità della vita delle donne. Ed a proposito di enti territoriali vale la pena di sottolineare come, accanto al Comune di Reggio, si porranno anche quelli di Cavriago, Boretto, Gualtieri e Guastalla.
Felicità e soddisfazione sono stati espressi infine da Giuliana Reggio, madre di Jessica Filianti, la 17enne uccisa nel 1996 dall’ex fidanzato. Quella Jessica diventata suo malgrado simbolo di una violenza che continua a imperversare nella cronaca quotidiana e che non può essere dimenticata né accettata supinamente dall’opinione pubblica.
Ma veniamo al progetto intitolato “Per riconoscersi e relazionarsi nella differenza”. Ci saranno lezioni di autodifesa fisica tenuti da docenti di arti marziali accompagnate da consigli pratici su come prevenire e fuggire ogni possibile aggressione. Ma soprattutto saranno impartite nozioni di carattere psicologico per rendere consapevoli le donne di quelle potenzialità e doti possedute spesso inconsapevolmente.
Il progetto Jessica ha come sottotitolo “La forza non serve” e indica, come prima regola per difendersi dalla violenza, la capacità di imparare a riconoscere le situazioni di pericolo e allo stesso tempo sapere come reagiscono il nostro corpo e la nostra mente.
Cosa si impara in realtà? A gestire le emozioni e le reazioni fisiologiche; al modo di comportarsi per evitare o sfuggire ad un’aggressione; a cosa fare quando si è testimoni di una aggressione; a chi rivolgersi quando si è vittime. E, perché no, quali sono i principi base dell’autodifesa. Il ciclo di incontri è a titolo pienamente gratuito.
Sono questi i dati forniti da Silvia Iotti, presidente dell’associazione, che aiutano a chiarire l’importanza e l’opportunità della preziosa iniziativa annunciata ieri dall’Uisp. Un programma che verrà sostenuto ed accompagnato da diverse amministrazioni locali e da alcune associazioni sportive. Tutti insieme cercheranno di offrire alle donne suggerimenti e indicazioni di autodifesa e l’attivazione di azioni di prevenzione utili ad affrontare con una certa sicurezza ogni eventuale situazione di pericolo.
La presentazione si è svolta nella residenza municipale cittadina perché – come ha ricordato l’assessore reggiana alle pari opportunità Natalia Maramotti – gli enti territoriali sono consapevoli dell’importanza di offrire risorse perché le donne non si sentano prede vulnerabili, ma diventino consapevoli delle proprie potenzialità. Principi condivisi da Camilla Verona sindaco di Guastalla.
Si tratta di elementi di carattere fisico ma soprattutto di natura psicologica, ha aggiunto poco dopo Franco Biavati responsabile nazionale dell’area discipline orientali: «L’Uisp affronta questo progetto con l’etica del servizio svolto a favore della popolazione più debole». Azio Minardi, responsabile provinciale di Uisp ha quindi citato il contributo che offriranno tre società sportive ed alcuni Comuni reggiani tutti accomunati dal proposito di migliorare la qualità della vita delle donne. Ed a proposito di enti territoriali vale la pena di sottolineare come, accanto al Comune di Reggio, si porranno anche quelli di Cavriago, Boretto, Gualtieri e Guastalla.
Felicità e soddisfazione sono stati espressi infine da Giuliana Reggio, madre di Jessica Filianti, la 17enne uccisa nel 1996 dall’ex fidanzato. Quella Jessica diventata suo malgrado simbolo di una violenza che continua a imperversare nella cronaca quotidiana e che non può essere dimenticata né accettata supinamente dall’opinione pubblica.
Ma veniamo al progetto intitolato “Per riconoscersi e relazionarsi nella differenza”. Ci saranno lezioni di autodifesa fisica tenuti da docenti di arti marziali accompagnate da consigli pratici su come prevenire e fuggire ogni possibile aggressione. Ma soprattutto saranno impartite nozioni di carattere psicologico per rendere consapevoli le donne di quelle potenzialità e doti possedute spesso inconsapevolmente.
Il progetto Jessica ha come sottotitolo “La forza non serve” e indica, come prima regola per difendersi dalla violenza, la capacità di imparare a riconoscere le situazioni di pericolo e allo stesso tempo sapere come reagiscono il nostro corpo e la nostra mente.
Cosa si impara in realtà? A gestire le emozioni e le reazioni fisiologiche; al modo di comportarsi per evitare o sfuggire ad un’aggressione; a cosa fare quando si è testimoni di una aggressione; a chi rivolgersi quando si è vittime. E, perché no, quali sono i principi base dell’autodifesa. Il ciclo di incontri è a titolo pienamente gratuito.
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