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Novellara, festa della Liberazione con targa per gli indiani caduti 

Novellara, festa della Liberazione con targa per gli indiani caduti 

NOVELLARA . Anche i sikh hanno partecipato alla festa della Liberazione del 25 Aprile. A Novellara la commemorazione è iniziata con il corteo per l’omaggio ai cippi dei caduti partigiani sparsi per...

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NOVELLARA . Anche i sikh hanno partecipato alla festa della Liberazione del 25 Aprile.
A Novellara la commemorazione è iniziata con il corteo per l’omaggio ai cippi dei caduti partigiani sparsi per la campagna. In ogni tappa, la deposizione, da parte del sindaco Elena Carletti, di una corona di fiori, accompagnata dalla lettura di testi in tema di alcuni ragazzi della scuola media e dai canti della Resistenza. Particolarmente toccante è stata la sosta al cimitero di San Bernardino, davanti alla tomba del partigiano Posacchio Malaguti, ucciso il giorno della Liberazione. È stato eseguito l’inno dei Fratelli Cervi, ma anche di un brano del tango “Perfidia”, per ricordare un episodio del 1939, quando nella sala da ballo della cooperativa di San Bernardino irruppe una squadra di picchiatori fascisti intimando a tutti di uscire; rimase solo Posacchio, che con voce ferma disse ai suonatori di continuare a suonare il tango e ai fascisti esagitati «Io finisco questo ballo». Pagò questo gesto di dignità con una condanna a cinque anni di confino, da parte del tribunale speciale fascista, con l’accusa di essere “figlio di comunista”.
Il corteo è poi proseguito per l’omaggio al monumento ai caduti partigiani in piazza delle Resistenza, per arrivare infine in piazza Unità d’Italia. Dove sul palco si sono alternati i ragazzi della scuola media, il coro Giaches de Wert e il sindaco Elena Carletti.
A seguire la sempre affollata pastasciutta antifascista organizzata dalla Pro loco in piazza della Resistenza.
Ai partecipanti si è aggiunta una delegazione di indiani sikh, che hanno chiesto e attenuto di collocare a fianco del monumento ai caduti partigiani una loro lapide e una targa, con la seguente scritta, in italiano e in inglese. Il tutto, hanno spiegato, «in memoria dei caduti sikh per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo.(v.a.)

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