correggio
Tenta truffa dello specchietto ma la vittima non abbocca
CORREGGIO. È stata fermata in auto sulla tangenziale di Correggio da uno sconosciuto che l’ha accusata di avergli rotto lo specchietto, chiedendole del denaro. Ma questa volta la vittima, una giovane...
2 MINUTI DI LETTURA
CORREGGIO. È stata fermata in auto sulla tangenziale di Correggio da uno sconosciuto che l’ha accusata di avergli rotto lo specchietto, chiedendole del denaro. Ma questa volta la vittima, una giovane di Correggio, non ha abboccato di fronte a quella che con tutta probabilità era l’ennesima “truffa dello specchietto”. Questo tipo di raggiro, ormai diventato un classico, viene messo in atto con questa tecnica: nei parcheggi pubblici o in strada il malvivente colpisce un’auto con un sasso, in modo da far udire il rumore, poi ferma l’automobilista malcapitato di turno e gli propone un “accordo bonario”, previo pagamento all’istante di una somma per un danno mai avvenuto. Nel mese scorso nel territorio di Correggio erano state segnalate almeno tre vittime, per lo più pensionati. Ieri l’ennesimo episodio, capitato a una giovane di Correggio, che ha raccontato l’accaduto sulla pagina Facebook “Correggio Sicura”.
«Ero al volante in tangenziale all’altezza del distributore e procedevo tranquillamente nella seconda corsia, quando un uomo (sulla quarantina, moro e scuro di carnagione) su una Punto bianca ha lanciato un oggetto contro la mia macchina. Ho sentito il tonfo. Poi lui ha cominciato a lampeggiare per farmi fermare – racconta la giovane –. Ho accostato chiudendomi dentro, lui si è avvicinato dicendo che avevo urtato il suo specchietto e voleva i danni». A quel punto ha giovane ha risposto che non gli avrebbe dato niente e, «quando ho urlato che avrei chiamato i carabinieri, è andato via».
La ragazza afferma di non aver annotato il numero di targa perché – spiega – «mi era troppo vicino e non sono scesa per paura. Dopo ho chiamato subito in caserma per segnalare il fatto». (am.p.)
«Ero al volante in tangenziale all’altezza del distributore e procedevo tranquillamente nella seconda corsia, quando un uomo (sulla quarantina, moro e scuro di carnagione) su una Punto bianca ha lanciato un oggetto contro la mia macchina. Ho sentito il tonfo. Poi lui ha cominciato a lampeggiare per farmi fermare – racconta la giovane –. Ho accostato chiudendomi dentro, lui si è avvicinato dicendo che avevo urtato il suo specchietto e voleva i danni». A quel punto ha giovane ha risposto che non gli avrebbe dato niente e, «quando ho urlato che avrei chiamato i carabinieri, è andato via».
La ragazza afferma di non aver annotato il numero di targa perché – spiega – «mi era troppo vicino e non sono scesa per paura. Dopo ho chiamato subito in caserma per segnalare il fatto». (am.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google