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Terex, i commissari davanti all’azienda durante lo sciopero  

Terex, i commissari davanti all’azienda durante lo sciopero  

Brescello, la Regione chiama i sindacati per un incontro. Fiom, Uilm e Ugl: «Pronti ad andare avanti a oltranza»

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BRESCELLO. Prosegue la protesta davanti alla sede della ex Terex di Lentigione. Anche venerdì i 158 dipendenti hanno presidiato i cancelli dell'azienda che produce carrelli elevatori: si sono astenuti dal lavoro e hanno manifestato contro la multinazionale finlandese Konecranes, che ha comprato il ramo d’azienda facendo però un passo indietro sulla filiale reggiana e mettendo così a rischio le condizioni economiche di numerose famiglie.

Venerdì la protesta è proseguita a ranghi ridotti: lavoratori si sono organizzati in turni per poi continuare il presidio anche nelle giornate di oggi e di domani, mentre lunedì primo maggio la protesta si trasferirà a Reggio, al corteo in programma in città, dove si uniranno ai lavoratori di Coopsette e Unieco, che sfileranno dopo la recente crisi che ha colpito il mondo cooperativo. Martedì, poi, vi sarà un aggiornamento generale sulla situazione.

Al momento la novità è la possibilità di un incontro con la Regione. Ieri i sindacati sono stati contattati da palazzo Aldo Moro con l'intenzione di convocare a breve un tavolo: la data giusta potrebbe essere venerdì 5 maggio. Sino allo svolgimento dell'incontro, le tre sigle sindacali – Fiom, Uilm e Ugl – proseguiranno nella loro azione di protesta.

La vicenda della Terex sta avendo un’ampia cassa di risonanza (i lavoratori interessati, infatti, non provengono soltanto dalla provincia reggiana ma anche da quelle parmigiana e mantovana) e numerose sono le manifestazioni di solidarietà che hanno ricevuto in questi giorni i lavoratori. Ieri hanno ricevuto la visita di alcuni iscritti del Pd di Brescello, mentre giovedì si sono recati davanti all'azienda anche i commissari prefettizi che reggono momentaneamente le sorti del Comune.

«Il presidio prosegue ad oltranza – afferma Jacopo Scialla della Uilm – e continueremo fino a quando la Regione non ci riceverà. Poi, eventualmente, vedremo come proseguire nelle nostre azioni. Le tre sigle sindacali, Fiom, Uilm e Ugl, sono unite in questa battaglia: l'interesse è comune, perché non vogliamo che questi lavoratori e le loro famiglie perdano il lavoro». (a.v.)
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