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Tre testi e Taormina nel mirino dell’accusa 

Tre testi e Taormina nel mirino dell’accusa 

Il magistrato chiede alla Corte la trasmissione degli atti per reati commessi durante il procedimento

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QUATTRO CASTELLA. Si sta profilando a margine di questo delicato processo una possibile appendice spinosa, fatta di denunce, controdenunce e reati che sarebbero maturati durante il processo stesso.
Ieri, al termine della requisitoria, il pm Maria Rita Pantani ha chiesto alla Corte (che sul punto si pronuncerà nella sentenza) la trasmissione degli atti in procura per falsa testimonianza nei confronti di tre testimoni, cioè Daniela Gripshi (moglie dell’imputato Fatmir Hykay), Ervin Myftin (cognato dell’altro imputato Daniel Tufa) e Valter Re (amico dei due imputati ma anche di Matteo Montruccoli, con quest’ultimo al centro, tre mesi fa, di un serrato confronto in aula). Sempre dalle conclusioni del pm pare profilarsi una richiesta di trasmissione degli atti anche per le “frizioni” con l’avvocato difensore Carlo Taormina. Espressamente di nomi e di reati non ne sono stati fatti, ma essendoci di mezzo un magistrato reggiano eventualmente gli atti verrebbero inoltrati alla procura di Ancona. Lo stesso Taormina, dopo l’ormai famosa udienza del 10 marzo in cui sbottò, per poi lanciare la toga e temporaneamente rinunciare al mandato (rientrerà al suo posto nell’udienza successiva). In quell’occasione Taormina si era adirato – sia con il pm Pantani che con l’avvocato di parte civile Marco Fornaciari – perché si erano lamentati dei suoi “suggerimenti” a Hykay che stava deponendo. Giorni dopo sempre Taormina annunciò iniziative legali nei confronti del pm e dell’avvocato, ma anche che gli imputati avrebbero denunciato Montruccoli per calunnia relativamente al traffico di droga.

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