Gazzetta di Reggio

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Unieco, allo studio  il soccorso “rosso”  

di Evaristo Sparvieri
Unieco, allo studio  il soccorso “rosso”  

L’ipotesi emersa in Regione: mantenere lavoratori sui cantieri

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REGGIO EMILIA. Tentare di riuscire a mantenere il personale già impegnato nei diversi cantieri reimpiegandolo dove possibile in quei soggetti che subentreranno sui singoli lavori, soprattutto se orbitanti attorno al mondo della cooperazione. E, nello stesso tempo, costruire un percorso che di qui al 15 maggio – giorno in cui terminerà la cassa integrazione straordinaria – accompagni attraverso la Naspi i lavoratori in uscita verso le prospettive di formazione e ricollocamento previste dal Patto per lo sviluppo territoriale, pronto a decollare entro la fine del mese prossimo.
Valutare, infine, la possibilità di dare continuità a rami d’azienda per i quali sarebbero già stati avanzati interessamenti. È il quadro emerso ieri pomeriggio in Regione in occasione del vertice su Unieco organizzato dall’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, in quella che è stata la prima uscita ufficiale del commissario liquidatore, Corrado Baldini. Alla riunione, durata circa un’ora e mezza, erano presenti anche il vicesindaco di Reggio Emilia, Matteo Sassi, il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, il presidente Legacoop Emilia Ovest, Andrea Volta e i rappresentanti regionali e provinciali Fillea-Cgil, Maurizio Maurizzi, Mauro Livi e Rudi Zaniboni, che al termine dell’incontro hanno informato i lavoratori Unieco in una partecipata assemblea che si è svolta intorno alle 18 al circolo Pigal di Reggio Emilia.
Nel vertice regionale è stata scattata una prima fotografia delle conseguenze del tracollo, gettando le basi per la salvaguardia dell’occupazione e per il proseguimento dei cantieri “congelati” in seguito al crac dell’ex colosso di via Ruini, per il quale è stata esclusa la presenza di condizioni tali da consentire un esercizio provvisorio, impedendo così tecnicamente la prosecuzione della cassa integrazione. L’ammortizzatore sociale scadrà il 15 maggio per circa 220 degli iniziali 340 lavoratori Unieco, dal momento che una parte dei dipendenti ha già avviato individualmente un percorso di ricollocamento, mentre un’altra sessantina di persone sta aderendo ad accordi di mobilità volontaria. Una cinquantina, infine, le persone richiamate dal commissario liquidatore per gestire le procedure di passaggio dei cantieri, considerati da Baldini una delle priorità sin dal primo giorno dell’insediamento in via Ruini, insieme al futuro dei lavoratori. Ed è proprio l’ipotesi di dare continuità al personale impiegato direttamente sui cantieri uno degli scenari emersi nel corso dell’incontro, attraverso trattative con chi subentrerà nei diversi lavori.
Quattro le tipologie di cantieri individuati. A cominciare dai lavori con il consorzio Integra (ex Ccc), che tuttavia sono già stati ripresi e riassegnati. Fra le altre tipologie su cui iniziare un ragionamento, invece, ci sono gli appalti del consorzio stabile Eureka, insieme alla Cmb di Carpi, dove si tenterà la strada di un reimpiego dei lavoratori Unieco al pari dei cantieri diretti di matrice pubblica. Una quarta tipologia, infine, riguarda i cantieri di natura privata.
Dal punto di vista dei rami d’azienda, invece, si starebbero profilando possibilità per dare una prospettiva di continuità al settore asfalti, che vanta una quindicina di dipendenti, per il quale si sarebbe già fatto avanti un interlocutore.
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