«Dovete individuare i responsabili dei crac»
Da Forza Italia un’interrogazione parlamentare a Padoan e Poletti: «Coop rosse, un pilastro saltato»
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REGGIO EMILIA . Un’interrogazione al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sul crac delle cooperative reggiane. È quanto presentato dal deputato di Forza Italia, Massimo Palmizio, che ieri ha illustrato i contenuti del documento alla presenza deil capogruppo azzurro in sala Tricolore, Giuseppe Pagliani, del vicecoordinatore regionale, Anna Borsarelli, del coordinatore provinciale, Gianluca Nicolini e del responsabile provinciale dei Seniores di Forza Italia, Fausto Fontanesi.
Nel testo, che ripercorre tutte le tappe che hanno portato al crac Unieco e Coopsette, chiamando in ballo anche il ruolo svolto da Legacoop, si legge che «al dramma economico si unisce il dramma sociale, con migliaia di soci e lavoratori, fornitori delle cooperative, artigiani e piccole imprese che ora vedono svaniti i loro risparmi e le loro speranze di recuperare i crediti che vantano nei confronti di Unieco», aggiungendo che «il sistema di gestione delle cooperative, per anni sventolato come pilastro dell’economia di Reggio Emilia e dintorni è drammaticamente saltato, il territorio ed i lavoratori ne escono distrutti».
Di qui le richieste ai ministri, per avere risposte sul fronte occupazionale e delle responsabilità individuali che hanno portato al crac di due realtà che vengono considerate senza giri di parole appartenenti al sistema delle «grandi coop rosse». Tre le domande avanzate a Padoan e Poletti. La prima è per sapere «se non intendano individuare le precise responsabilità delle amministrazioni recenti e passate che hanno sconsideratamente portato al tracollo del colosso edilizio Unieco». Nella seconda, invece, si chiede ai ministri «se vogliano fare chiarezza sull’iter che ha visto il cda di Unieco muoversi prima nella direzione del concordato preventivo con le banche e poi rinunciarvi una volta che questo aveva ottenuto l’autorizzazione dal Tribunale di Reggio Emilia, decisione che accompagnerà verosimilmente alla liquidazione coatta della cooperativa». La terza, infine, «se intendano adottare il prima possibile soluzioni di ricollocamento e/o riassunzione delle centinaia di disoccupati che il sistema di gestione cooperativo ha creato».
Nel testo, che ripercorre tutte le tappe che hanno portato al crac Unieco e Coopsette, chiamando in ballo anche il ruolo svolto da Legacoop, si legge che «al dramma economico si unisce il dramma sociale, con migliaia di soci e lavoratori, fornitori delle cooperative, artigiani e piccole imprese che ora vedono svaniti i loro risparmi e le loro speranze di recuperare i crediti che vantano nei confronti di Unieco», aggiungendo che «il sistema di gestione delle cooperative, per anni sventolato come pilastro dell’economia di Reggio Emilia e dintorni è drammaticamente saltato, il territorio ed i lavoratori ne escono distrutti».
Di qui le richieste ai ministri, per avere risposte sul fronte occupazionale e delle responsabilità individuali che hanno portato al crac di due realtà che vengono considerate senza giri di parole appartenenti al sistema delle «grandi coop rosse». Tre le domande avanzate a Padoan e Poletti. La prima è per sapere «se non intendano individuare le precise responsabilità delle amministrazioni recenti e passate che hanno sconsideratamente portato al tracollo del colosso edilizio Unieco». Nella seconda, invece, si chiede ai ministri «se vogliano fare chiarezza sull’iter che ha visto il cda di Unieco muoversi prima nella direzione del concordato preventivo con le banche e poi rinunciarvi una volta che questo aveva ottenuto l’autorizzazione dal Tribunale di Reggio Emilia, decisione che accompagnerà verosimilmente alla liquidazione coatta della cooperativa». La terza, infine, «se intendano adottare il prima possibile soluzioni di ricollocamento e/o riassunzione delle centinaia di disoccupati che il sistema di gestione cooperativo ha creato».
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